PARLA PER TE

                                                        < VOX POPULI, VOX DEI?! >

Services


NEWS FROM THE WORLD - PARLAPERTE.com

 

LE FORBICI DEL PROFESSORE ED I NUOVI TRASFORMISMI

di

 Michelangelo Carrieri

Premessa doverosa : non è mia intenzione fornire possibili soluzioni alle innumerevoli problematiche programmatiche. Quello che farò nelle righe che seguono è descrivere un quadro il più veritiero possibile dell'Italia che verrà.

Inizio sottolineando quanto il centrosinistra di Prodi già ora ha un'autosufficienza infima al senato. Spiego il perché.

Il regolamento di Palazzo Madama prevede che le eventuali astensioni si sommino ai voti contrari. L'Unione ha nel complesso ha 158 senatori e la Casa delle Libertà 156. Un senatore eletto all'estero si è definito indipendente. Oltre i parlamentari regolarmente eletti nell'ultime elezioni politiche vi sono i 7 senatori a vita (Ciampi compreso).

Pensate all'eventualità in cui il senatore indipendente si schieri con l'opposizione: 158 a 157 sempre a favore delle sinistre.

Pensate all'eventualità in cui la novantasettenne Rita Levi di Montalcini non si presenti ad una votazione (possibilità invero probabile data la precarissima situazione di salute del Premio Nobel per la Medicina): 157 a 157.

E' PAREGGIO.

Non è mai successo in tutta la storia della democrazia italiana che tutti i senatori siano sempre stati presenti ad ogni votazione: nulla lascia pensare che in questa legislatura gli eletti si comporteranno differentemente rispetto che in passato. Sarebbe tuttavia stupido pensare che le eventuali assenze colpiranno solo le file della maggioranza, ma certo questo rappresenta un ulteriore punto interrogativo sul futuro della coalizione di governo. Comunque è lecito immaginare che i sei senatori dell'Unione eletti all'estero ogni tanto andranno a trovare le famiglie nei rispettivi stati di origine. Cinque anni son lunghi e logoranti a priori, cinque anni spesi sempre sul filo di lana rischierebbero di diventare un infinito incubo per Prodi.

Ma il pericolo maggiore per il governo che oggi okkupa il parlamento del Belpaese è il numero legale: durante la passata legislatura l'opposizione di sinistra spesso si assentava volutamente dall'aula talvolta riuscendo addirittura a far saltare le votazioni facendo mancare il numero legale ammesso per convalidarle. E oggi? Certo il problema attualissimo: assentarsi è fin troppo semplice, chiamare ogni giorno a raccolta tutti gli eletti è a dir poco utopico.

Prodi deve augurarsi che i senatori a vita (anche quelli ottuagenari) godano di una salute di ferro e si presentino puntuali tutte le mattine (anche questo non è riscontrabile nel passato). Per il resto può limitarsi ad incrociare le dita.

PRODI ILLUSO BEN PRESTO DELUSO.

Aldilà dell'introduzione "numerica" che ho appena fatto, il più grande problema della coalizione antiberlusconiana rimane quello concernente i contenuti: tutto ed il contrario di tutto. Quando Prodi mostra sicurezza (almeno a suo modo) di fronte ai microfoni con sparate del tipo "Dureremo 5 anni" sembra quasi mostrare superficialità. Quando sbotta e sottolinea che "Anche Blair in passato ha resistito per l'intera legislatura con una maggioranza di un paio di parlamentari!" invece prende in giro le frange grezze dell'elettorato, il quale non coglie la principale differenza tra Inghilterra ed Italia: mente oltre la Manica vige un bipolarismo costituito e secolare, a Roma le due coalizioni sono solo due contenitori all'interno dei quali galleggia il parlamentarismo succube del partitismo dilagante. Per intenderci, Mastella con una manciata di voti (e tre senatori) ha il potere di far cadere il castello di carte del romagnolo in bicicletta.

Ma Prodi questo lo sa e non lo dice. Forse scaramanzia, forse illusione. Mentre il Presidente del Consiglio osserva verso l'alto i movimenti delle mani del burattinaio di turno, intorno a sé dietro le frasi di circostanza c'è già chi prepara i bagagli.

LE FORBICI DEL PROFESSORE E I NUOVI TRASFORMISMI.

Vi ricorderete sicuramente quello che successe al termine del primo Governo Prodi e come venne a determinarsi la maggioranza parlamentare che permise a D'Alema di formare una nuova maggioranza.

In breve, Rifondazione Comunista si auto-escluse dalla maggioranza, avvenne una scissione al suo interno da cui nacque il Partito dei Comunisti Italiani (che continuava ad  appoggiare quel centrosinistra).  D'Alema non aveva ancora i numeri per far nascere un nuovo esecutivo, ecco che dunque da destra non tardò ad arrivare il supporto di un gruppetto nutrito di parlamentari (che fondarono l'U.D.R.).

In conclusione un taglio  a sinistra e un "regalo" da destra.

Oggi la situazione appare identica e tosto la spegherò. Sono tre i partiti che al loro interno hanno malumori di diversa origine la cui linea politica traballa vistosamente: Rifondazione Comunista, la Lega di Bossi e l'U.D.C.

Cominciamo da sinistra. Il partito che fu di Bertinotti sta subendo un vero e proprio terremoto interno.

Dopo l'esperienza comune dentro la lega comunista rivoluzionaria, scissioni, passaggi a Democrazia Proletaria, scioglimento di quest'ultima dentro il PRC, i trotskisti sono tutti presenti sotto l'insegna di Bandiera Rossa. Non passa molto dalla prima scissione: si forma Progetto Comunista, divisa da Bandiera Rossa che poi diventerà Erre. nel 2002, al V congresso, il gruppo di Bellotti si scinde (o viene allontanato) da quello di Ricci e Ferrando, formando un altro gruppuscolo trotskista, che prenderà l'1,7% dei voti dentro il partito. Quindi, ricapitoliamo: fino a questo momento sono presenti tre correnti dentro il PRC che si richiamano al trotskismo, che litigano fra di loro su chi è il degno erede di Trotsky: Bandiera Rossa, Falce e martello, Progetto Comunista . Ma non finisce qui. Com'è risaputo, se i trotskisti non si scindono tra di loro, non vivono in pace: mi scindo, quindi sono. I malumori, le prese di posizione all'interno dell'associazione Progetto Comunista vengono tenute segrete fino al mini congresso che deve decidere la leadership dell'associazione e quella del futuro partito fuori da rifondazione. A contendersi la leadership sono Francesco Ricci e dall'altra l'ormai famoso Marco Ferrando.  Il congresso finisce con la vittoria di Ferrando, non accettata dal suo sfidante, che apostroferà Ferrando nella peggior maniera ("servo della CIA"...) e darà vita ad un partito, il già citato Pc Rol. Intanto Ferrando dà vita al movimento costitutivo del partito comunista dei lavoratori, benedetto dall'effimera quarta internazionale.

Detto questo, come può Prodi minimamente immaginare di portare avanti una politica estera ed interna incisiva con un fardello comunista come questo? Ecco che dunque sarebbero giustificati i pensieri ampiamente condivisi tra i moderati prodiani che vorrebbero un'esclusione dei rifondaroli dalla maggioranza.

prima di distruggere qualcosa è bene tuttavia trovare le soluzioni (o, se più vi piace, le toppe).

Già pensate all'UDC: vi deludo.

Gli ex democristiani guidati da un fedele Casini riescono sufficientemente bene a quietare i rimbrotti dei vari Follini e Tabacci di turno, gli unici veri nomi pronti a compiere il grande salto.

Destano preoccupazioni invece le condizioni del movimento leghista.

Dopo la sconfitta referendaria c'è chi come Borghezio e Ferrari hanno sottolineato l'inutilità dell'alleanza con la Casa della Libertà.

Secondo Ferrari "una parte consistente di senatori e onorevoli del Carroccio sono già in parola per passare in Forza Italia. Il primo è Calderoli, che da due anni è l'uomo di Berlusconi all'interno della Lega. E' già inquadrato e finirà nel partito del Nord di Tremonti. Con lui anche Castelli, Bricolo, Gibelli, Speroni, Dario Galli e Stefano Stefani. Che sono a un passo da Forza Italia".E Maroni? "Una fetta minoritaria ma importante di persone garantiranno il loro sostegno al governo. Cosa che la Lega sta già facendo, perché Calderoli non è diventato vicepresidente del Senato a caso. Il movimento sta già dando un aiuto sottobanco al Senato all'Unione. Maroni aprirà un tavolo di trattativa con la sinistra, lo vedo già molto attivo con Bassanini e Bersani. Con lui non ci saranno nomi grossi, ma una serie di amministratori locali e consiglieri regionali. Giorgetti invece rimarrà fedele al mandato, non andrà né con Forza Italia né con la sinistra. Un terzo gruppo resterà come partitino piccolo che non conterà più nulla e che verrà a rompere le scatole a noi".

Probabilmente queste non sono altro che le conseguenti convulsioni nate dopo la delusione del referendum, bisogna dunque attendere che le polveri si adagino nuovamente al suolo per capire l'effettiva (se ce ne sono) consistenza dei danni, sia interni al partito sia con i rapporti tra gli altri membri della coalizione.

A mio modo di vedere sarebbe stupido dividere proprio ora la Casa delle Libertà. Sono dell'idea che basterebbe non far nulla per far cadere autonomamente il governo. Semplicemente.

Nessuna stampella, nessun aiuto esterno, nessun inciucio o rimescolamento.

Il trasformismo, nel momento in cui dovesse realmente rpresentarsi, aiuterebbe Prodi per un breve periodo, ma alla lunga sarebbe inutile.

Sarebbe come usare un placebo per combattere un cancro. Prodi è cosciente del fatto che la sua maggioranza è martoriata dalle differenze. Le differenze, quando si devono compiere delle decisioni (ed il compito di chi governa è quello di decidere) diventano divisioni.

Sapete quale è il mio timore? Che pur di non scucire i propri corpi dalle poltrone del governo Prodi e i suoi complici decideranno di non decidere: in questa maniera non rischierebbero di dividersi.

Dall'alto Dante osserva accanto a Beatrice la penisola italica e, son certo, ha già posto il pacioso leader (?) unionista tra gli ignavi, vale a dire coloro i quali per mancanza di coraggio rimangono neutrali.

 

 
 

ANTICOMUNISMO

 

Immagini dall'ASIA

Immagini dall'EUROPA

Immagini dall'AFRICA

Immagini dall'AMERICA

Documenti dal Mondo

Documenti dall' ITALIA

Documenti in INGLESE

Documenti in TEDESCO

L'orrore delle Foibe (pdf


 


PARLAPERTE.com CONSIGLIA

 

SERVIZI

 

 

 

   

 

 

 

 


Dai visibilita' al tuo sito inserendolo nella top 100 dei siti di politica.
Avrai cosi' modo di saggiare l'effettivo giudizio che i tuoi visitatori esprimono al sito che navete creato.

La procedure di  iscrizione dura  30 secondi e l'iscrizione e' gratuita.
 
Per iscrivere il tuo sito clicca il logo della Classifica qui sotto!
 

Se sei interessato a pubblicizzare servizi a pagamento ponendo su questo portale i Loghi che vi riguardano inviate la richiesta al Webmaster di PARLA PER TE (cliccando QUI) specificando le caratteristiche dell'immagine che avete intenzione di usare per la vostra promozione e la tipologia di servizi offerta.

Per quanto riguarda le statistiche del portale (visitatori unici, visitatori abituali,  visitatori saltuari, pagine viste) sono  visibili da chiunque grazie al contatore ShinyStat .