bocciato il logo de "la destra"
La somiglianza con l'emblema di An sarebbe costata cara all'ex governatore del Lazio. Nel mirino la fiamma e lo sfondo bianco e celeste. Stop anche alla Dc di Sandri. Il Viminale boccia "La Destra". "Deve modificare il simbolo"

ROMA - "No al simbolo di Storace".
Il dubbio, prima che al Viminale, per la verità, era venuto a
più d'uno. Quel logo - che ora il ministero degli Interni chiede
di modificare e che doveva essere l'emblema della "vera" destra
italiana - era pericolosamente simile a quello di Alleanza
Nazionale. Ovvero, i primi avversari di Storace e company.
Quelli che avevano "tradito" i valori di una tradizione, quelli
che non erano più "di destra", quelli che stavano andando di
corsa nel partito popolare europeo. Morire democristiani?
Giammai, disse Storace lasciando An per dare vita al nuovo
partito.
D'altronde, il simbolo che doveva segnare la nuova avventura,
era pronto. Anzitutto la mano di un tedoforo che regge una
fiamma. Lo stesso simbolo che iniziò il suo cammino nel 1954 per
identificare la Giovane Italia e che venne tramandato nel 1972
al Fronte della Gioventù e nel 1996 ad Azione Giovani. E poi
quello sfondo, celeste e bianco (come l'emblema di An) e, in
basso, una fiamma tricolore: quella di Luca Romagnoli e soci.
Simile per posizione e colori a quella del vecchio Msi che An
aveva nel simbolo.
Una somiglianza che mandò su tutte le furie gli uomini di Fini,
preoccupati per i voti che quel simbolo poteva attrarre.
Un'accusa a cui Storace risposte con sprezzante ironia: "Se
avessimo voluto fare una scorrettezza ad An avremmo scritto:
'Partito Popolare Europeo. L'unica somiglianza che c'è è
l'azzurro, ma l'azzurro non è proprietà di un partito". "Ricordo
- continuò Storace - che siamo nati con una fiaccola e ci
contestarono pure quella. Sul nostro simbolo c'è scritto 'La
Destra' e oggi abbiamo la conferma che An non è destra né nella
forma né nella sostanza. C'è la fiamma del partito con il quale
ci siamo alleati, certo non glielo possiamo impedire".
Parole che attizzarono la reazione di An. In particolare dei
giovani del partito di Fini: "Storace è un copione, difendiamo
la nostra storia" si leggeva sui siti di Azione Giovani.
Attacchi a cui uno come Storace restava impermeabile.
Nel frattempo l'ex presidente della Regione Lazio si dava da
fare. E stringeva l'accordo con Romagnoli e la sua Fiamma. Ed
ecco piazzata la seconda parte del simbolo: "Abbiamo chiuso
l'accordo elettorale con La Destra. Andremo a depositare il
nostro simbolo presso il ministero dell'Interno" tuonava
Romagnoli mentre con Storace varcava la soglia del Viminale per
presentare il simbolo: il 116 in lista.
Ma quando tutto sembrava a posto, ecco arrivare la doccia
fredda: simbolo bocciato. Come quello della Dc di Sandri o
quello del "Movimento sociale italiano destra nazionale nuovo
Msi" (in tutto sono 147, su 177, i simboli ammessi, 21 sono
stati 'rimandati' per modifiche, 9 sono stati 'bocciati'). Ma la
Destra non si arrende: "Il ricorso è già pronto e stiamo
lavorando per fare alcune modifiche". E al Viminale che avverte
" avete 48 ore per modificarlo e ripresentarlo", Teodoro
Bontempo replica: "Un complotto frutto di pressioni per far
fuori una forza politica come la nostra che può arrivare al
quattro per cento".
da QUOTIDIANO CORRIERE DELLA SERA
|
|
![]() |




Tutto per Msn Messenger
Musica, Teatro e Cinema