GUERRA DEI CENTRI SOCIALI A ROMA
I centri
sociali: ci difenderemo dagli sgomberi
Alzetta: «Il sindaco si romperà le corna»
mercoledì 14 maggio 2008

ROMA (14 maggio) - «Se vorrà ridurre a problema di ordine
pubblico la straordinaria esperienza dei centri sociali,
Alemanno si romperà le corna». Parola del neo consigliere
capitolino Andrea Alzetta (Sinistra arcobaleno), uno dei leader
dei Disobbedienti della capitale, noto con il nome di battaglia
di "Tarzan".
Sui centri sociali presenti nella capitale il sindaco di Roma ha
detto oggi di volersi
regolare secondo il criterio della legalità. «Sono circa 35 o 40
- ha spiegato il sindaco a Radio 24 - non penso che tutti
debbano essere chiusi, ma devono essere messi di fronte a una
scelta chiara. Se stanno nella legalità, rispettano le altre
opinioni politiche possono tranquillamente esistere. Quelli che
violano la legge devono essere chiusi». Alemanno ha poi motivato
la nascita dei centri sociali di destra a Roma con la
circostanza che «le amministrazioni di sinistra, tollerando 40
centri sociali di sinistra, spesso e volentieri violenti ed
aggressivi, poi non avrebbe potuto impedire a uno o due centro
sociali di destra di nascere nella città. A tutti
dico: dovete rispettare la legge. Il sindaco Alemanno - ha
concluso - non farà sconti a nessuno». Per Alemanno, anche
«sulle frange estreme, non ci sarà e non ci può essere, lo dico
con molta chiarezza, nessuna distinzione o atteggiamento di
favore né da una parte né dall'altra, perché altrimenti si perde
credibilità. Bisogna quindi essere assolutamente rigidi e avere
un solo criterio: la legalità».
"Tarzan": non ci sono centri sociali illegali. Per sapere
se le dichiarazioni odierne del sindaco di Roma vengano
considerate dalla «base» del movimento romano come una sorta di
dichiarazione di guerra, bisognerà aspettare domani pomeriggio:
alle 17.30 si svolgerà un'assemblea al centro sociale Esc nel
quartiere San Lorenzo. «E lì - ha spiegato Alzetta - che
discuteremo e prenderemo delle decisioni». Per ora il neo
consigliere capitolino si limita a constatare che a Roma «non
esistono centri sociali illegali dopo l'approvazione nel '96
della delibera 26 che riconosceva l'autogestione e individuava
uno strumento per l'assegnazione degli spazi all'associazionismo
di base e agli stessi centri sociali» fissando per gli
assegnatari un canone di locazione pari al 20% del prezzo di
mercato.
«Se Alemanno vorrà ridurre un patrimonio inestimabile di
partecipazione, presa in carico degli ultimi e il lavoro nei
territori sulle questioni sociali difficili - ha concluso
Alzetta - si troverà contro non solo tutti i centri sociali
uniti, ma anche tutte le realtà associate che lavorano nel
territorio e tutta la società civile e la Roma democratica e
antifascista».
I centri sociali: ci difenderemo dagli sgomberi. «Si deve
capire cosa ha in mente Alemanno quando dice che vuole
sgomberare i centri sociali occupati. Sono un pezzo
significativo di questa città e dunque si difenderanno di fronte
chi li vuole mettere a tacere». È quanto afferma il portavoce
del centro sociale Esc Francesco Rapanelli.
I numerosi centri sociali di Roma, alcuni divenuti simbolo della
città, sono quasi tutti occupati. Tra i maggiori troviamo: l'Esc,
il Forte Prenestino, il Collatino, l'Horus, lo Strike,
Ricomincio dal faro, la Strada, la Snia, Intifada, Decolliamo,
Astra 19, la Torre e il Corto Circuito. L'unico in accordo con
il Comune, secondo quanto risulta all'Esc, è l'ex centro sociale
Brancaleone, situato sulla Nomentana, che riceve finanziamenti e
paga regolarmente l'affitto dei locali.
da QUOTIDIANO IL MESSAGGERO
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