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ma che bel 25 aprile... il solito.

     

Bagnasco criticato pesantemente a Genova, i fratelli Terracina a Roma hanno subito la stessa sorte

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sabato 26 aprile 2008

genova

GENOVA (25 aprile) - Fischi e qualche grida di «buuu» hanno accolto l'arcivescovo di Genova, e presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, al suo arrivo a Palazzo Ducale. A piazza Matteotti migliaia di persone con bandiere rosse con la falce e il martello o con la scritta Cgil. L'arcivescovo, genovese di nascita, in passato aveva ricevuto minacce nella sua città quando, poco dopo la sua nomina ad arcivescovo, aveva fatto dichiarazioni sui Dico e su altre questioni legate al diritto di famiglia.

Pier Ferdinando Casini ha commentato la vicenda affermando che «gli insulti a Cardinal Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, offendono non solo i cattolici, ma tutti gli italiani che onorano il 25 aprile come data fondante della nostra Repubblica. I fischi a Bagnasco sono una macchia nera su questo 25 aprile».

ROMA (25 aprile) - Fischi e frasi contro Israele al corteo organizzato dall'Anpi per le celebrazione del 25 aprile partito da Porta San Paolo e arrivato a Piazza del Campidoglio. I fratelli Piero e Alberto Terracina, sopravvissuti dei lager nazisti, sono stati fischiati da alcune persone. Alcuni giovani hanno indirizzato frasi come «voi siete gli invasori della Palestina vergognatevi» ai manifestanti che sventolavano bandiere con la stella di Davide e lo striscione della brigata ebrea partigiana.

«Chi provoca ci può essere sempre - ha detto Piero Terracina - soprattutto in una manifestazione, ma per fortuna non è successo niente e questa è la cosa più importante. C'è stato un autocontrollo straordinario. Qualcuno ha voluto dire quelle frasi offensive ma va bene così». Terracina ha parlato di «episodi contenuti» definendo «una cosa ricorrente» le frasi contro Israele e gli ebrei.

Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo a conclusione del corteo ha detto: «Non si fischiano uomini come Piero e Alberto. La Comunità ebraica di Roma fa parte della nostra storia». Alla manifestazione secondo gli organizzatori hanno partecipato 40mila persone. Nel corteo anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani e quello della Cisl Raffaele Bonanni.

La festa per la liberazione prosegue questa sera con un omaggio al al neorealismo di Roberto Rossellini e Anna Magnani nello spazio dell'Ostiense dalle ore 20 alle ore 24. Dalla Piramide Cestia usciranno immagini dedicate alla Magnani e dal Castello di Porta San Paolo fuochi d'artificio disegnati dall'architetto Cesare Esposito e accompagnati in musica dalla cantante Luna.

ROMA (25 aprile) - Giorgio Napolitano, celebrando la festa della Liberazione a Palazzo Ducale di Genova, ha detto che la Resistenza fu anche guerra civile citando lo storico Claudio Pavone. «Se ne può dare - ha aggiunto il Presidente della Repubblica - un'analisi ponderata che non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna o di assoluzione». La Resistenza, ha aggiunto, «non fu indenne, specie alla vigilia e all'indomani della liberazione», da fenomeni di violenza. Fu straordinaria prova di riscatto civile e patriottico e «non può appartenere solo a una parte della nazione», bisogna trasmetterne la memoria «nella sua interezza». La cosiddetta «Resistenza tradita» è un mito «privo di fondamento storico reale e usato in modo fuorviante e nefasto». Essa «vive nella Costituzione». E fu proprio la Resistenza a salvare la sovranità nazionale. Napolitano porta quindi l'esempio di Germania e Giappone. La prima divisa in due zone di occupazione, la sezonda con una costituzione basata su un progetto del generale americano McArthur.

Scontro Veltroni-Berlusconi. Un 25 aprile denso di polemiche. A scatenarle la visita questa mattina dell'imprendiotre Giuseppe Ciarrapico, eletto senatore per il Pdl, a palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, impegnato in una riunione con i vertici di Forza Italia per la composizione del governo. Walter Veltroni ha definito uno «sfregio alla democrazia» la visita di Ciarrapico. Il 25 aprile, ha sottolineato Veltroni, «è una grande festa di libertà che Berlusconi ha voluto trascorrere con chi non ha mai preso le distanze dal ventennio fascista» con chi stava «dalla parte di chi la libertà la toglieva». Veltroni ha parlato di «un gesto che ha un significato politico abbastanza evidente e molto grave. Penso e spero che anche per molti elettori e per molti alleati di Berlusconi questo sia il momento di cominciare a dire qualche parola».

Berlusconi: lavorare per pacificazione paese. Per Berlusconi il 25 aprile può «rappresentare un salto di qualità verso la definitiva pacificazione nazionale: non per cancellare la memoria le ragioni e i torti, - si legge in una nota del leader del Pdl - ma perché chi ha combattuto per la Patria sia considerato figlio di questa Nazione». «Oggi - continua la nota - a più di sessant'anni dal 25 aprile, a sedici dalla caduta del Muro di Berlino, il compito della politica è quello di consolidare il tessuto connettivo della Nazione. E lo si deve fare a partire dalla nostra memoria storica». «Il giorno della Liberazione - prosegue Berlusconi - è un alto simbolo di libertà, e così deve essere vissuto da tutto il popolo italiano».

Capire ragazzi Salò non è revisionismo. La nota prosegue con commenti su Salò. «Capire le ragioni dei ragazzi di Salò», come hanno sostenuto in passato anche diversi esponenti della sinistra, e saldare il «debito contratto con gli esuli Istriano-dalmati» è «la strada giusta» che non «può in qualche modo ledere l'orgoglio di chi combattè per la libertà contro la tirannia». «Non c'è revisione storica - aggiunge Berlusconi - che possa cambiare la gratitudine che dobbiamo a quei combattenti che posero le basi per la libertà delle generazioni».

Napolitano all'Altare della Patria. Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano in mattinata, a Roma, ha deposto una corona all'Altare della Patria. Il Capo dello Stato, giunto dal Quirinale a piazza Venezia a bordo dell'auto presidenziale, affiancato dal ministro della Difesa Arturo Parisi, è stato accolto dal presidente del Senato Franco Marini, dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal ministro dell'Interno Giuliano Amato e dal presidente della Corte Costituzionale Franco Bile. «I giovani di oggi sono chiamati a contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi che rappresentano - ha detto ieri il Presidente della Repubblica avviando al Quirinale le celebrazioni - la negazione dei principi e dei valori che ispirarono la lotta per la liberazione».

Gli interventi. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, durante la cerimonia al Vittoriano, ha affermato che la consegna delle medaglie al valor civile consegnate dal presidente della Repubblica «testimoniano una volta di più come la Resistenza al fascismo e all'oppressione nazista abbiano fatto emergere i tratti che uniscono nel profondo gli italiani, che danno contenuto e forza alla Nazione italiana». Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha sottolineato come «il rilassamento morale può divenire, nella società di oggi, una malattia delle coscienze».

Le altre celebrazioni. Bologna ospiterà invece, il presidente del Senato Franco Marini, che dedicherà una parte del suo discorso all'esempio dato dalla Brigata Maiella che fu, assieme a un reparto polacco, la prima a entrare nel capoluogo che nella notte era insorto contro le truppe tedesche. A Bolzano il sindaco depositerà una corona al muro del lager di via Resia e a Venezia bis di festeggiamenti poiché‚ la celebrazione coincide con la festività del patrono San Marco.

Torino si spaccherà in due: partigiani e festa tradizionale da una parte e il comico Grillo e i suoi grillini dall'altra per il vaffa-day 2. In Val d'Aosta si metterà in moto un treno della memoria che partirà da Pont Saint Martin per raggiungere Aosta dopo aver raccolto giovani e meno giovani della bassa e della media valle. A Trieste il 25 aprile sarà celebrato alla Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio nazista in Italia con forno crematorio.

A Trento il ricordo sarà affidato anche a uno spettacolo di satira politica con Paolo Rossi mentre a Firenze, oltre alle tradizionali cerimonie, è prevista la distribuzione, a cura dell'Arci, della Costituzione in 11 lingue. E sempre dall'Arci un'altra iniziativa: domani tutti i membri del suo Consiglio nazionale si iscriveranno all'Anpi, l'associazione nazionale partigiani.

Passeggiate della memoria nelle Marche mentre in Basilicata la manifestazione più importante si svolgerà a Matera, prima città del Mezzogiorno a insorgere contro le truppe di occupazione. A Palermo, come ogni anno, l'Anpi organizzerà una manifestazione al Giardino Inglese, davanti al cippo che ricorda Pompeo Colajanni, il comandante partigiano «Andrea barbato». In Sardegna attenzione tutta concentrata su Alghero per le polemiche scoppiate in seguito alla decisione del sindaco Marco Tedde (Forza Italia) di attenersi al cerimoniale che non prevede «Bella ciao» tra i brani da eseguire durante la manifestazioni ufficiali.

da QUOTIDIANO IL MESSAGGERO

 

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