CUORE MODERATO
di
Viterbo, lì 28/09/2007 20.24
Perché compiere una scelta di campo di un tipo piuttosto che di un altro? Cosa fa preferire il centrodestra al centrosinistra? Nel senso: che interessi e valori difende una persona che, sebbene priva di una qualsivoglia cultura politica, nella cabina elettorale si schiera col blocco dei partiti facenti parte la Casa delle Libertà?
Inizio col sottolineare che per quanto oggi si assista ad una massiccia personificazione della politica, ciò che deve far preferire un partito piuttosto che un altro non deve assolutamente essere la simpatia che proviamo per il leader di questo o quel gruppo politico. Sono le idee a doverci eventualmente trascinare e i leader fin troppo spesso vengono cambiati con eccessiva facilità, privando così gli elettori di evidenti punti di riferimento. Cercando invece quelli che sono i valori propri di un partito, conoscendo il leader che ne incarna la più o meno democratica testa, si riesce certamente a diventare parte attiva (almeno durante l’atto della scelta) delle politiche di una formazione politica. Ragionando in questa maniera, inoltre, l’elettore tende a sfuggire alla classica disillusione politica dovuta al decadimento morale che talvolta colpisce i singoli uomini di partito piuttosto che i partiti stessi.
L’uomo di centrodestra di oggi, coinvolto nella quotidianità, con difficoltà può ancora definirsi conservatore. Le riforme, necessarie per un paese che cambia volto, rappresentano l’insindacabile necessità anche per chi, fino a ieri, si riteneva sufficientemente tutelato economicamente, politicamente e socialmente. La riforma come sviluppo, lo sviluppo come miglioramento. Gli obbiettivi politici devono rispecchiare schematicamente un canovaccio di valori attorno ai quali una qualsiasi alleanza politica si coagula. Io son qui a parlare della scelta di campo moderata, quella del centro-destra trascinato da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Democrazia Cristiana, Azione Sociale e, idealmente, Cristiano Democratici Uniti. I suddetti partiti son scesi a compromessi gli uni con gli altri ed hanno stilato il programma che dal 2001 al 2006 è stato messo in essere in quasi tutte le sue parti. La Casa delle Libertà ha così dimostrato agli italiani non d’essere solo una coalizione elettorale, bensì un’alleanza di governo. Ho parlato di valori, di riforme, di ideali, propri della politica moderata. Vediamo quali sono.
La pace come obbiettivo primario, nel senso che nulla si crea attorno alla distruzione od alle incomprensioni di qualsiasi tipo. La pace come anticamera della libertà, iniziatrice di qualsiasi attività umana. In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli è uno dei fondamentali doveri in politica internazionale. A questo dovere sono ancorate le alleanze e relazioni, le missioni all'estero e più in generale la linea di condotta del Paese sullo scacchiere mondiale. In questo contesto resta cruciale la scelta europeista e atlantica.
La sicurezza della nostra identità, del nostro senso di appartenenza, dei nostri costumi, delle nostre scelte in ambito sociale: non c'è un futuro di libertà, se si perde l'identità. E' su questo confine, tra passato, presente e futuro, che si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. Proprio per questo, dobbiamo aprire al nuovo senza rinunciare a noi stessi rafforzando insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà. Perché solo conservando i valori oltre la crisi dei valori, si conserva l'identità e si vive la libertà. Quindi, tanto in Italia quanto in Europa si propugna la difesa dei valori religiosi e dei principi morali, la difesa della famiglia e delle nostre radici, l'impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la difesa delle nostre fabbriche, del nostro lavoro e la valorizzazione del nostro ambiente.
E ancora. La famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è il centro privilegiato del rapporto fiscale basato sul criterio del quoziente familiare. Il contrasto alla criminalità organizzata meridionale e non solo, potenziando poi le infrastrutture viarie. L’attuazione del federalismo fiscale, con la necessità di una forte responsabilizzazione da parte di stato ed enti locali: Maggiore trasparenza dei conti, maggiore efficienza, minore evasione e minori sprechi. E, soprattutto, maggiore e più diretto controllo da parte dei cittadini sul governo della cosa pubblica.
Questi sono alcuni degli aspetti che rendono quella del centro-destra la scelta di campo preferibile.
C’è chi nelle discussioni al bar, dal parrucchiere, o semplicemente con amici, si trova in difficoltà nell’esternare il proprio pensiero politico, soprattutto se dall’altra parte vi è qualcuno che non la pensa come noi, magari un comunista sfegatato e ciarliero.
La scelta capitalista è dipinta troppe volte come egoista, ingiusta, prepotente e soverchiante nei confronti del prossimo. Ovviamente non è così, almeno per chi come me ha concetto della meritocrazia dissimile dalla brutale sopraffazione del più forte sul più debole.
Concludendo, i volti possono cambiare ma i valori resteranno sempre gli stessi. Moderazione, lavoro, meritocrazia, ordine, armonia.
Questo è quanto. E’ ora di mostrare a tutti, far pulsare e dare voce al cuore moderato che batte nel petto di molte donne e molti uomini che, silenziosamente, lavorano e compiono quotidianamente il loro lavoro, senza strillare, senza appendere manifesti. E’ questa la libertà del moderato: aspirare all’obbiettivo certi di poterlo cogliere col merito, colla ragione, colla virtù, senza fare inutile rumore.
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