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DITTATURA CULTURALE, DITTATURA SOSTANZIALE

di

 Michelangelo Carrieri

Culturalmente parlando l'Italia non è una democrazia compiuta.

Il timore di cui parlo nasce osservando la realtà che mi circonda e si ciba del quotidiano stupore che mi coglie impreparato quando la vivo.

Non sono dell'idea che ad essere in pericolo siano gli apparati democratici istituzionali, solidi nel tempo e radicati nel territorio: si continuerà a votare, le campagne elettorali continueranno ad essere sempre infiammate, nel parlamento l'oratoria graffiante dei mille partiti e dei due poli non cesserà.

Ad essere minacciata è la libertà di considerare ed esternare i propri pensieri liberali in pubblico, tra e con la gente.

Il popolino è assuefatto dalla demagogia strisciante tipica della sinistra più becera e lottizzatrice.

Le chiacchiere da bar, da file della posta, da finto-sindacalisti falliti. Le crociate di chi ha la certezza della superiorità morale dalla propria parte, di chi dal pulpito addita i “diversi” come nemici da cancellare o da plagiare.

Inaccettabili sono le esternazioni infondate, campate in aria, soggette ai soliti commenti ironici e superflui che, regolarmente, diventano legge solo ripetendole.

Irridere il primo partito italiano e i suoi elettori, aggredire a suon di proclami irriverenti il Presidente del Consiglio del governo più longevo della Repubblica Italiana.

L’elettorato di sinistra è irretito nelle logiche della nomenclatura dei partiti da soddisfare ad ogni livello. I “ducetti” locali (forti dei soldi che ricevono dall’alto) hanno tempo a sufficienza per dare il massimo nell’impegno politico. Manifestazioni, festicciole rionali dell’Unità, rimostranze contro i nemici dichiarati. Senza contare la connivenza che vige tra amministrazioni locali (al 70% in mano ad un circolo vizioso cattocomunista) ed eventi “spontaneamente” nati dalla gente.

Sono troppe le cose che non accetto, troppe volte rimango sbalordito guardando le notizie avvicendarsi tra stampa e televisioni. Quali? Ecco le prime cose che mi vengono in mente, in ordine sparso…

Quando i SINDACATI politicizzati organizzano milioni di ore di sciopero durante e contro il governo Berlusconi possono nascere fastidiosi sospetti. Quando tuttavia l’ex leader CGIL (sindacato retto per lo più da pensionati con la tessera) Cofferati si schiera nell’organico dei DS chiunque dovrebbe vedere in questo uno schiaffo alla moralità politica. Prima di lui altri hanno percorso la stessa strada (Fausto, che ci dici?) dipingendo per l'appunto un sindacato con una bandiera rossa in luogo del bavero.

Oggi, giusto per confermare le mie parole, i sindacati stanno riposando sonni tranquilli, forti d’un governo amico.

Dopo esserci sorbiti per cinque anni cortei di pacifisti, slogan contro i guerrafondai americani ed inglesi, bandiere della PACE ovunque, ora la nostra armata Brancaleone, capeggiata dalla figura morbida di Prodi, parte per una missione il cui scopo non si sa bene quale sia. La Roma che ora governa ha trovato l’accordo (siamo sicuri?) e l’antisionismo ha paradossalmente riunito chi ha nella divisione il punto di forza. La base che vota è stata persuasa e l’opera di autoconvincimento ha funzionato. Avete visto quante manifestazioni di protesta hanno riempito le piazze, vero?! Le parole di un D’Alema che va a braccetto con un terrorista plasmano le menti dell’elettore di sinistra medio come le dita di un bambino maneggiano una manciata di plastilina deforme. Ma l’importante è che tutti siano contenti e zitti. Obbiettivo centrato, Mr. Prodi.

E ancora. Cosa sarebbe successo se fosse stato il governo Berlusconi a sponsorizzare l’INDULTO? La stampa sarebbe insorta  e la sinistra , sostenuta anche da ben precise correnti della MAGISTRATURA, avrebbe riempito le piazze. Ma lo ha fatto Prodi e allora guai a sollevare obiezioni di alcun tipo.

Cosa dire poi dello spoilsystem: se fatto da Silvio Berlusconi è censura, mentre l’indottrinato di sinistra definisce ciò che Prodi ha fatto (e continua a fare) semplicemente come la logica messa a frutto delle competenze professionali. Pazzesco

E il recente caso TELECOM è lapalissiano, semplice (apparentemente) nel susseguirsi degli eventi.

Il C.D.A. del colosso telefonico decide di elaborare un piano di riassetto che prevede lo scorporo della telefonia mobile per risolvere i 40 miliardi di euro di debito. Prodi, appresa la notizia, si indigna perchè Tronchetti Provera l'ha tenuto all'oscuro di tutto, nonostante 2 recenti incontri. Invece spunta fuori un dossier, su carta intestata alla "Presidenza del Consiglio", elaborato da Angelo Rovati (principale consigliere economico di Prodi) che prevedeva un piano alternativo. Il piano alternativo prevedeva l'acquisizione da parte dello Stato della rete fissa di Telecom, per poi rivenderla ai soliti amici. Tronchetti Provera dichiara a "la Stampa": ''Mi volevano espropriare la rete''. Infine, le dimissioni dell’ imprenditore che si è sfogato così: "Sono costretto a ritirarmi, sotto il tiro delle menzogne del governo e di fronte ad atti non istituzionali messi in campo negli ultimi giorni". E le piazze si sono rivoltate? La base elettorale s’è opposta in qualche maniera al dirigismo di questo governo? La risposta purtroppo è sempre la stessa e nei bar continuano ad imperversare le solite battute relative al lifting di berlusconi e sui suoi soldi. Tutto ciò mi schifa.

Concludendo, le cose fatte dalle sinistre sono buone e giuste mentre se un elettore di centrodestra tra la folla rossa avesse la forza di ripeterle verrebbe deriso e cacciato a suon di "fascista, fascista...!". 

UOMINI, DONNE!

INCOMBE UN GROSSO PREGIUDIZIO CULTURALE, POLITICO E SOCIALE. LA FORMAZIONE INTELLETTUALE DI SINISTRA SCHIACCIA L’IDEOLOGIA LIBERALE E LA RIDICOLIZZA DI FRONTE ALLA GENTE. LA RIPROPONE SUBLIMINALMENTE IN OGNI DOVE E SFRUTTA QUALSIASI MEZZO PER VENDERLA ALLA GENTE. SIAMO SUCCUBI DEL PENSIERO COMPAGNO E OGNI GIORNO SENZA ACCORGERCENE LO RESPIRIAMO E LO FACCIAMO NOSTRO SENZA VOLERLO. E’ SCONVENIENTE SEMPLICEMENTE ANCHE L’ESTERNARE LA PROPRIA INTENZIONE DI VOTO VERSO DESTRA, IMMAGINIAMOCI PROPAGANDARE LE RIFORME O LE OPERE COMPIUTE DAL PRECEDENTE GOVERNO.

DETESTO QUESTA MAFIA CULTURALE E, ANCORA UNA VOLTA, DICO “NO” A CHI ABBRACCIA MASSONICAMENTE GLI AMICI E GHETTIZZA IL NEMICO POLITICO.

 

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