Ecco le SCONTATE DIVISIONI TRA RADICALI E PD
Strappo
del minsitro radiacale «non sono un oggetto, in piemonte non
corro»
Liste Pd, Bonino: «Patti non rispettati»
E Veltroni: «I nove eletti radicali ci sono»

ROMA - Larghe intese per le
riforme e poi di nuovo il voto. Se il 13 e 14 aprile gli
elettori dovessero decretare un pareggio tra Pd e Pdl, secondo
Walter Veltroni la strada da intraprendere dovrebbe essere
quella delle riforme. «Io penso di vincere e che gli italiani
sanno che questa volta è l'occasione nella quale votando un
partito si garantisce governabilità. Ma se non sarà, si dovranno
fare le riforme e poi tornare al voto» ha detto il numero uno
del Pd parlando a "Porta a Porta".
RADICALI ALL'ATTACCO - Le dichiarazioni del leader del Pd
arrivano mentre un polverone rischia di offuscare il clima
all'interno del Partito democratico. All'indomani della chiusura
delle liste infatti (in anticipo rispetto al Pdl, cosa che ha
fatto esultare il candidato premier Walter Veltroni) dai
Radicali, e in particolare da Emma Bonino, arriva un durissimo
attacco sulle candidature. «Ieri sera era stata data, scritta a
mano, la lista dei candidati radicali ed emerge chiaramente che
la proposta da loro fatta dei nove eletti non è mantenuta». Lo
ha detto il ministro per le Politiche Comunitarie, la radicale
Emma Bonino, nel filo diretto di lunedì mattina a Radio Radicale
riguardo alle liste dei candidati rese note ieri dal Partito
Democratico. La Bonino ha sottolineato che non è una questione
di trattativa, ma «la certezza che siamo eletti tutti noi non
c'è». «Chiediamo e vogliamo la certezza che il Pd sia coerente
con la proposta che ci ha fatto» ha osservato il ministro
radicale. Poi la stoccata sugli alleati: «Ad oggi risultano
inaffidabili rispetto alle proposte che ci hanno fatto. Questa è
la situazione. Non è questione di trattative chiediamo che si
facciano solo carico del rispetto della proposta da loro fatta».
Poi «noi valuteremo» ha aggiunto la Bonino. Ma «non si tratta di
un negoziato» ha concluso Bonino, piuttosto «di avere la
capacità di tener fede ad una proposta. A loro sta garantire
l'applicabilità di questa proposta».
«NON SONO UN OGGETTO» - Riguardo alla sua personale candidatura
la Bonino ha anche avvertito: «Non intendo candidarmi in
Piemonte perchè non sono un soprammobile, da loro sbrecciato,
che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un
oggetto che può essere usato o spostato. Stando così le cose -
ha aggiunto - non sono nemmeno convinta che valga la pena di
essere candidata da qualche parte».
LA REPLICA DI VELTRONI - La replica di Veltroni non si fa
attendere: «I nove eletti radicali ci sono, ci sono» ha detto il
candidato premier del Pd rispondendo a Bruno Vespa che gli ha
"girato" in tempo reale le perplessità avanzate da Emma Bonino
proprio mentre il leader Pd stava registrando "Porta a porta".
Veltroni ha anche aggiunto: «Non ho letto le agenzie, non so,
staranno approfondendo quelli che se ne stanno occupando».
«BERLUSCONI NON È UN UOMO DI STATO» - Ospite di Bruno Vespa, il
leader del Pd ha ricordato che sulla modifica della legge
elettorale si era «ad un passo dal poterla realizzare». E in
proposito ha aggiunto: «Berlusconi non vuole far dimenticare
Prodi? È qui che si vede la differenza tra un uomo politico ed
un uomo di Stato e cioè cosa conta di più se gli interessi del
Paese o i propri» ha detto Veltroni. Il segretario del Pd è
anche tornato sulla questione rifiuti a Napoli e sulla vicenda
Bassolino. «Il mio giudizio l'ho già espresso e ho già detto che
serve una fase nuova e di discontinuità. Ha ragione Bassolino
nel dire che ora, nel mezzo della crisi, non può lasciare»
afferma il segretario del Pd. «Finita l'emergenza, però -
ribadisce Veltroni - serve un segno di discontinuità profondo,
che deve essere sottoposto al giudizio degli elettori. Mi
aspetto dalla coscienza di Bassolino, che è una persona
responsabile, che, finita l'emergenza, si apra una fase nuova».
Berlusconi, dal canto suo, ha respinto al mittente le accuse di
non essere un uomo di Stato rivoltegli dal leader del Pd. «Sono
affermazioni ineleganti e lontanissime dalla realtà» ha detto il
Cavaliere.
da QUOTIDIANO CORRIERE DELLA SERA
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