E' RINATO
di
Sabaudia, lì 16/05/2008 23.23
Varato il quarto governo Berlusconi. Record storico per quanto riguarda la velocità di presentazione, record storico per quanto riguarda il numerico dei ministri con portafoglio. Di questo ha bisogno l’Italia: le lungaggini devono essere lasciate agli altri, le chiacchiere e il politichese devono essere un lontano ricordo.
Ora subito al lavoro. Innanzitutto un decreto sulla sicurezza, poi l’abolizione dell’I.C.I, quindi la soluzione del problema dell’immondizia campana (come se le altre regioni non ne producessero, ma evitiamo di cadere nei consueti ragionamenti antipartenopeici).
In queste righe settimanali che vi propongo vorrei tuttavia parlare d’altro: il nuovo piano d’attacco di queste sinistre mai dome.
Si son resi conto che gli schiaffi presi durante l’ultima tornata elettorale son da risolvere il prima possibile in una maniera o nell’altra, sfruttando tutti i mezzi che la società italiota mette a loro disposizione.
Questione veronese: tentare di usare politicamente l’uccisione del ragazzo per colpa d’una sigaretta negata è senza dubbio ridicolo. Gli assalitori imbecilli, il povero assalito sfortunato ad avere a che fare con loro. Come si può parlare di pensiero politico in questa situazione? I cinque ragazzi son fascisti? Sono solo imbecilli, ribadisco.
Questione viterbese: il ragazzo (ma faremmo meglio a parlare di bambino) che ha dato fuoco ai capelli del suo compagnetto di classe è senza dubbio un atto di bullismo nato dalla impulsiva necessità di prevaricazione a discapito dell’ apparente debole del suo gruppo sociale. Fin qui, scene già viste. La “novità” è che le autorità competenti han trovato nel computer del minorenne materiale filo-nazista: apriti cielo! I telegiornali, le riviste, ogni mezzo d’informazione a pompare le notizie di questi “sempre più frequenti” rigurgiti nazionalsocialisti sul nostro suolo!
I sindacati e alcune bandiere di partito (sì, rosse, sempre le stesse) a sventolare a Verona, le parole del pacioso Rutelli intento a dirci che “bisogna fare attenzione”, altri dicono che dobbiamo avere paura, non mi stupirebbe se alcuni additassero Silvio Berlusconi e lo incolpassero di tutto questo: sinceramente, non mi stupirei se qualcuno ne chiedesse le dimissioni.
E ora parliamo dell’uso politico che la solita sinistra fa del tubo catodico.
Santoro “ospita” l’esiliato televisivo Grillo? Questo blatera riguardo le più alte cariche dello stato? Deve assumersene le responsabilità. Lo stesso Grillo ha definito “da impiegato” l’atteggiamento di Fazio il quale, dopo aver invitato il buon Travaglio nella sua trasmissione, ha sentito la necessità di scusarsi per le parole poco carine che il giornalista onnisciente (nel senso che a sentirlo parlare sembra veramente avere in pugno tutte le verità di questo mondo) ha detto alla seconda carica dello stato, il presidente del senato Schifani.
Travaglio, Santoro, Grillo: nessuna novità. Sembra quasi che i soggetti politicamente schierati cerchino una sorta di mossa d’anticipo, prevedendone una contro i loro confronti. Cercano così il martirio, additare il neo-governo di eventuali nuovi editti bulgari (se mai ce ne sono stati in passato).
Ma ora basta, pensiamo al nuovo governo che ha incassato come previsto la fiducia. Berlusconi ha parlato di aperture, di collaborazione tra opposizione e maggioranza, il Partito Democratico ha evitato riscaldare gli animi operando un non negativo atteggiamento attendista. Le riforme, e il Cavaliere alla quarta esperienza di governo sembra averlo capito, vanno fatto non cercando il muro contro muro: più sono condivise, meglio sono “digeribili” dalla gente. Sembrerebbe tutto rose e fiori, se non fosse che in parlamento il buon Di Pietro aveva qualcosa da dire.
Finalmente un discorso dell’ex pm che ha una logicità, si vede lontano un miglio che non lo ha scritto lui, ci sono tutti i congiuntivi al posto suo. Mi voglio augurare che per lo meno abbia ha capito cosa ha letto. Il comportamento di Di Pietro nei confronti del Premier di questo paese mi sembra sia stato offensivo e gratuito. Offensivo nel momento in cui lo ha paragonato ad un ragno che vuole captare la benevolenza del parlamento in modo surrettizio per farlo cadere nella sua rete; gratuito perché non si giudica un uomo che cerca di porsi al servizio del paese col consenso della stragrande maggioranza degli italiani, offesa che l'ex PM ha recato al premier e l'ha recata ai milioni di italiani che lo hanno votato. Compito di un parlamentare non è quello di emettere giudizi come per un giudice che supera il biblico "nolite iudicare" per la sua specifica funzione. Un parlamentare deve rispettare il mandato popolare che non è quello di sabotare il governo ma di contribuire a risolvere in modo positivo i problemi del popolo depositario della sovranità,manifestatasi col voto. E qui Di Pietro mi pare abbia sbagliato.
Ora siamo alla finestra, in attesa. L’augurio è che il neonato governo abbia la possibilità di raggiungere gli obbiettivi che si è prefissato.
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