Pd, rimonta finita, Ed è tutta colpa di Pannella
Ecco gli esiti di un recente sondaggio commissionato dai Popolari liberali alla Poggi & Partners
domenica 16 marzo 2008

Professor Alessandro Amadori, i
sondaggi pubblicati in questi giorni ci raccontano storie
diverse: quanto sono credibili?
«I sondaggi - spiega il presidente dell’istituto di ricerca
Demoskopea - soprattutto quelli fatti dagli istituti
riconosciuti, sono uno strumento il più possibile razionale per
cercare dic apire un fenomeno complesso e mutevole come è quello
delle intenzioni di voto e dei possibili risultati elettorali».
Si, ma la propaganda?
«E’ un fatto fisiologico. Non succede solo nel nostro paese.
Anzi, in questa campagna elettorale l’usso dei sondaggi mi pare
più ragionevole e meno propagandistico di quanto sia avvenuto
nel 2006».
Furono sondaggi drogati?
«I toni erano molto alti anche per l’uso dei sondaggi. Oggi i
candidati si limitano a dire di essere in crescita o in
vantaggio. Non c’è veemenza».
Tutti i sondaggisti sono concordi nell’affermare che oggi
vincerebbe la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. E in ogni
caso Veltroni sta crescendo. Lei conferma?
«Io sto facendo soprattutto metaanalisi, cioè analisi di
sondaggi sviluppati da altri istituti. I dati segnalano una
crescita del Pd fino a dieci giorni fa. Crescita che ha portato
il Pd a sfiorare il 37%».
E da dieci giorni a questa parte?
«La crescita si è arrestata, è iniziato un leggero arretramento
del Pd».
Dovuto a cosa?
«Il Pd ha cominciato a perdere dopo aver chiuso l’accordo con i
radicali. Che non sono persone negative, anzi. La Bonino ha
un’immagine positiva e carismatica. Però l’idea che hanno gli
elettori incerti è che i radicali siano fonte di instabilità
strutturale».
Il vantaggio che oggi avrebbe berlusconi può essere colmato da
qui al 13 aprile?
«In teoria tutto può accadere. Le elezioni scorse hanno
dimostrato che si possono recuperare 4 punti in una settimana.
Però la rimonta del 2006 è stata determinata non solo dalla
bravura di Berlusconi, ma anche da alcuni errori forti di
comunicazione e di strategia da parte di Prodi. Non credo che
Berlusconi faccia errori del genere. Quindi direi che è quasi
impossibile che la Camera non vada al centrodestra».
E il Senato?
«Il quadro è più incerto. Ci sono regioni in bilico, come
Liguria, Sardegna, Abruzzo, Molise e Campania. Sono stati fatti
vari scenari: nessuno di questi prevede un possibile pareggio.
Si ragiona sui dodici senatori in più per il centrodestra. Però
ci sono i senatori a vita, la maggioranza potrebbe essere più
risicata. Mai però come quella del centrosinistra in questa
legislatura».
da QUOTIDIANO LA PADANIA
|
|
![]() |




Tutto per Msn Messenger
Musica, Teatro e Cinema