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                  ecologia:                   Lo Stato dichiara guerra alle comunità

di

 Moreno Esposto

     

Terni, lì 24/05/2008 18.41

Tra le misure prese nel primo consiglio dei ministri svoltosi a Napoli, spicca per roboanza e draconicità la decisione di rendere siti di interesse strategico nazionale le discariche, di fatto equiparandole a basi militari. Dopo due anni di menzogna continua da parte del governo Prodi, la democrazia dell'alternanza ci propina di nuovo il turno dei saltimbanchi e dei giocolieri (con tutto il rispetto per chi esercita veramente tali professioni), dei "magheggi" e di equilibrismi. Non viene insomma data nessuna spiegazione di perché le discariche vengano di fatto rese zone militari, semplicemente si provvede a farlo e basta, in quanto questa trovata toglierebbe di torno – a dire dei suoi miopi propositori – un sacco di impicci e di problemi. Al contempo si annuncia la costruzione di quattro nuovi inceneritori (virtuosamente chiamati "termovalorizzatori"); inceneritori che mentre nel resto d'Europa vengono spesso dismessi, in quanto oltre che inquinanti economicamente svantaggiosi, in Italia continuano ad essere costruiti solamente grazie ad incentivi e detrazioni quali "cip6" e "certificati verdi", che stando alle direttive europee dovrebbero essere applicati alle fonti di energia alternativa, energie alternative nelle quali solo in Italia, con i soliti giochini di magia, vengono fatti rientrare anche i termovalorizzatori. proprio per la grande gioia delle lobby del cemento e degli inceneritoristi (principalmente legate al Partito Democratico, forza della devastazione ambientale per eccellenza, ma anche al Popolo delle Libertà attraverso "giri traversi" e all'UDC in quanto la figlia di Caltagirone è la concubina del pio Casini). Mentre in Germania o Danimarca, così come in quota minore in qualsiasi altro paese d'Europa, essere proprietari di un'inceneritore significa pagare tasse salate allo Stato, in Italia è lo stesso Stato che invece sovvenziona e finanza chi gestisce un impianto di incenerimento.

Altro "magheggio" e gioco di prestigio, questo davvero a livello di bambini piccoli che si tengono i loro segreti e se glielo chiedi ti rispondono "non te lo dico": il governo afferma che saranno costruite una discarica per ogni provincia della Campania, ma fino a che la decisione non apparirà sulla Gazzetta Ufficiale, i siti dove dovrebbero sorgere saranno tenuti segreti, onde evitare disordini e contestazioni di cui evidentemente il governo ha una fifa tremenda, se addirittura deve agire nell'ombra.

Nel frattempo per l'emergenza rifiuti rimangono o ritornano due sgradevoli figuri. L'uno, il commissario straordinario per i rifiuti De Gennaro, aguzzino e torturatore della scuola Diaz durante le giornate del G8 a Genova nel 2001, che proprio per il servizio reso allo Stato contro civili inermi viene premiato dal passato governo tutto, tra cui la fortunatamente scomparsa/estinta sinistra radikale, con questo nuovo incarico. Cosa ne può capire di ambiente o rifiuti qualcuno che nella propria vita ha fatto solo lo sbirro aguzzino (so che mettere i due termini è pleonastico)? Quello che interessava al governo Prodi, e che interessa anche al governo Berlusconi – come mostra la scelta di riconfermare al suo posto lo sbirro torturatore – non è chiaramente il trovare la soluzione migliore per la salute delle persone, dell'ambiente e delle comunità, ma il gestire tali questioni con fare militaresco, poiché l'unica cosa che conta è dimostrare che "lo Stato c'è". Basti pensare, per ribadire la totale incompetenza del commissario già torturatore De Gennaro, che costui aveva individuato dei siti per la realizzazione delle discariche, garantendo che fossero "sicuri". Solo la mobilitazione delle comunità locali, con proteste e occupazioni, con sbirri tanto coraggiosi quanto trincerati dietro caschi, scudi e manganelli, che hanno assaltato anche vecchi e bambini (tra i bambini causando anche un contuso), ha spinto gli stessi organi sanitari a compiere più dettagliate analisi, che hanno dimostrato come le popolazioni avessero ragione sulla pericolosità di quei siti individuati: lo stesso De Gennaro ha dovuto ammettere l'errore. Che cosa sarebbe successo se le popolazioni avessero dato retta all'allora governo Prodi di "non rompere le scatole" o avessero ceduto alle violenze sbirresche? Lo Stato avrebbe avuto ragione, anche accantonando il buon senso e la ragionevolezza.

L'altro figuro è il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, nominatosottosegretario per l'emergenza rifiuti, che già alcuni anni orsono gestì l'emergenza con il suo modo di fare arrogante, autoritario e fascista e che, per quanto ne dicano politicanti e opinionisti televisivi dalla scarsa memoria, si dimise non per i dissapori con l'allora ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, ma perché la sua macchina fu accerchiata e rischiò in quell'occasione di essere linciato dalla folla.

Mi domando come non memore del rischio passato ritorni oggi alla ribalta, rischiando altri attacchi. Il suo modo di fare, infatti, che rappresenta una continua istigazione a delinquere per quanti si trovino intorno a lui, rischia di vederlo di nuovo coinvolto in tentativi di linciaggio, e può anche darsi che questa volta non vada tutto così bene come nell'altro episodio.

Come mai vengono riproposte sempre le stesse figure e le stesse soluzioni, come se si pescassero appositamente le peggiori possibili? Come mai non si parla, anziché di inceneritori, di filiera del riciclaggio, trattamento meccanico-biologico, scomposizione bio-molecolare ed altre pratiche similari? Perché lo Stato non dà l'incarico di gestire l'emergenza rifiuti a Paul Connett o a Maurizio Pallante, tra i massimi esperti riguardo ai rifiuti ed a metodi di trattamento degli stessi diversi dall'incenerimento/termovalorizzazione? Semplice: perché non deve, non vuole, e non può; questo perché il compito dello Stato è fare gli interessi non delle popolazioni e delle comunità, ma dei ceti dominanti nelle loro variegate forme, in questo caso gli inceneritoristi dell'ACEA, i costruttori/cementificatori alla Caltagirone, la camorra, amministratori locali alla Bassolino e quant'altra feccia si ritrova in questa union sacrée.

L'ultima perla è, tornando a bomba, il fatto che le discariche siano rese siti d'interesse strategico nazionale. Continuando nel far vedere quanto l'intero governo sia cazzuto, Carfagna compresa, si procede nella gestione militaresca dell'emergenza, e nella militarizzazione degli spazi e dei territori, si vuole mandare in galera (da 6 mesi a 1 anno) chi impedisca l'apertura delle discariche, e chi (da 3 a 5 anni) organizzi presidi. Il governo e lo Stato vogliono sbattere in galera chiunque si attivi e lotti per un diritto elementare quale la salute propria e della propria comunità, avendo tra l'altro conclamata ragione, come mostrano i passi indietro di De Gennaro di cui si è detto sopra. Vorrò tra l'altro vedere se tale provvedimento riuscirà a trovare applicazione se, come spero e mi auguro, le discariche continueranno ad essere presidiate ed invase da migliaia e migliaia di persone, tra cui gente comune, anziani e bambini; voglio vedere con che coraggio lo Stato potrà sbattere in galera migliaia di persone alla volta, tra cui molte inoffensive. La finta opposizione di Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro, tutta compatta nel frattempo plaude al governo, dimostrando come essa non sia altro che un opposizione "di" regime, che fa il gioco delle parti per dimostrare l'esistenza formale della democrazia nell'Italia dello stato d'eccezione permanente.

Di fronte a quella che ritengo sia una vera e propria dichiarazione di guerra dello Stato contro le comunità e le popolazioni locali, penso sia necessario rispondere con tutta la forza di cui si dispone, facendo a nostra volta guerra allo Stato. E' necessario continuare presidi ed occupazioni dove già ci siano, così da rendere nullo ed ineffettivo il provvedimento del governo; presidi ed occupazioni, così come la partecipazione a questi deve anzi aumentare per dimostrare più efficacemente la forza delle comunità. Lancerei inoltre l'idea che nelle aree liberate si sviluppino forme di contropotere assembleari ed autogestionarie, che le diverse aree liberate siano raggruppate nella Confederazione delle Municipalità Italiche Liberate (COMIL) in lotta contro Stato e governo anche attraverso la costituzione dell'Esercito Confederale Italico di Liberazione (ECIL), con compiti di risposte ad eventuali violenze dell'esercito contro la popolazione.

Lo Stato ci dichiara guerra? Guerra alla guerra dello Stato, possiamo vincere!


 

persapernedipiù:

 

Sito contro gli inceneritori: http://www.inceneritori.org/

Rifiuti Zero Campania: http://rifiutizero.nunserver.org/

Federico Valerio: http://federicovalerio.splinder.com/

Stefano Montanari: http://www.stefanomontanari.net/

Caltagirone spa: http://caltagironespa.caltanet.it/main.phtml

ACEA: http://www.aceaspa.it/pagine/Index.asp

 

 

 
 
 
 

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