IL CASO VERONA
di
A.U. FIRENZE
Firenze, lì 12/05/2008 22.54
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NEWS FROM THE WORLD - PARLAPERTE.comIL CASO VERONA di A.U. FIRENZE
Firenze, lì 12/05/2008 22.54
Il triste gesto di un
gruppo di squinternati di Verona nei giorni scorsi ha ridato
linfa vitale alla retorica anti fascista.
L'estrema sinistra,
tagliata fuori dal Parlamento, tenta di restare a galla, di
non affogare, cercando appigli in una cultura di violenza e
degenero umano e intellettuale che in passato, nel plumbeo
periodo della lotta armata, troppi morti ha lasciato sul
selciato.
I veronesi
responsabili dell'insano gesto sono stati inseriti a
forza dai quotidiani dell'opposizione di Governo nell'area
della destra radicale, nel duplice tentativo di screditare
quest'ultima e di colpire la città di Verona e il Primo
cittadino, reo di appartenere ad un partito politico che
mira esclusivamente ad una regolamentazione del flusso
migratorio e ad arginare l'attività criminosa.
Verona è il capro
espiatorio della suddetta vicenda: una città di destra,
retta da un sindaco integerrimo e con una tifoseria di
"parte", pittoresca in occasione di manifestazioni sportive
forse più di altre, ma non per questo ricettacolo di
delinquenti.
Se alle
critiche e agli oltraggi de il manifesto e di
Liberazione eravamo da tempo abituati, riuscendo
talvolta a sorridere ad editoriali paradossali, più in linea
con Lotta continua che non con la dialettica
politica attuale, restiamo basiti di fronte al comportamento
de l'Unità,voce del Partito Democratico. L'organo
del PD non lesina accuse prive di fondamento al PdL pur di
riottenere un consenso e una visibilità perso (ma mai
accettato) il 14 aprile.
IL 5
maggio l'agenzia ANSA ha raccolto una intervista a Franco
"Giorgio" Freda nel quale l'intellettuale di destra pone
l'accento sul movente, non ideologico, del gesto. Ve ne
proponiamo uno stralcio:
Il
recente fatto di cronaca non è un episodio di estremismo
politico, né di estremismo in genere, ma di insania. E la
pazzia non è di destra né di sinistra: non la si può
ideologizzare. Così come la schiuma umana è schiuma e basta.
I teppisti di Verona li ha generati questa società, sono
conformi a essa. Anche sotto il profilo escrementizio: più
che dell'efferatezza nazifascista, sono scarti della
vuotezza patologica della società odierna. Volete una
terapia? Lavori coatti. Pare che il Veneto manchi di
autostrade…
Le parole
di Freda centrano il bersaglio: non si è trattato di una
azione politica. La politica, semmai, può essere il contorno
della vicenda, non il movente. L'appartenza ad un gruppo o
ad una sigla non è pregiudiziale di crudeltà e violenza.
L'onesta e la rettitudine umana appartiene al singolo e solo
al singolo. Si è brave persone a prescindere dal colore
scelto o dalla tessera che si ha in tasca. I simboli e la
retorica ideologica sono scenografia o pretesto. Non sono
essi a fare l'uomo.
L'aspetto
più crudele di tutto questo è che "qualcuno" abbia ancora
una volta scelto di strumentalizzare l'accaduto. Quel
ragazzo è morto sotto i colpi di tre pazzi, poi è diventato
l'icona ad uso e consumo della propaganda no global e dei
centri sociali.
Manca il
rispetto per l'uomo e manca la dignità di fronte alla morte.
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