LE IDEE E L'ARRINGA FINALE
CONCLUSIONI
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Tratto da "La mia Italia" di Michelangelo Carrieri
Viterbo, lì 29/06/2008 13.42
Senza timore alcuno propugno un pensiero che media abilmente dottrina neo-liberista, conservatrice e reazionaria, in quanto solo riuscendo a coglierne quelli che sono gli elementi migliori si può trovare una via d’uscita che conduca la nostra Italia verso un futuro fatto di certezze, vittorie e benessere spirituale ed economico.
C’è chi in passato amò la propria patria sbagliando tuttavia i mezzi attraverso i quali voleva raggiungere determinati fini. Oggi è necessario saper riproporre le idee che ci fecero grandi, reinterpretandole in chiave moderna, democratica ed europea. Proprio per questo intendo elevare a piena dignità i costumi politici, così che la morale pubblica e quella privata cessino di trovarsi in antitesi nella vita della Nazione.
Auspico che il Governo del Paese, forte del suo onore supremo, restauri il concetto etico che i governi debbano amministrare la Cosa Pubblica non nell’interesse dei partiti e delle clientele, ma in quello della Nazione.
Va rinnovato il prestigio dello Stato Nazionale, e cioè dello Stato che non assista con indifferenza allo scatenarsi delle forze che lo attentino o comunque lo minaccino materialmente e spiritualmente, ma sia geloso custode, difensore e propagatore della tradizione nazionale, del sentimento nazionale e della volontà nazionale. Lo Stato deve favorire lo sviluppo del Paese non monopolizzando, ma promovendo ogni opera intesa al processo etico, intellettuale, religioso, artistico, sociale ed economico di tutta la collettività.
E’ necessario rompere gli indugi e opporsi fermamente contro tutti coloro che hanno in mente di bloccare il processo di innovazione nazionale appena iniziato.
Gli Italiani devono sapere fare proprie le nuove idee. Non devono più rendersi schiavi delle loro passioni ma, con impeto, convogliare ogni sforzo per la creazione d’ una società migliore. Ci si dovrà scagliare soprattutto contro gli inutili antagonismi.
La pace sociale e la prosperità civile saranno le naturali conseguenze della collaborazione costruttiva tra Governo e parti sociali, affiancata da una dura lotta alla prostituzione, alla droga e alla criminalità. Questi aberranti fenomeni sociali dovranno essere obbligatoriamente colpiti nella loro essenza, alla loro fonte.
Il cambiamento renderà coscienti anche i più dissidenti e increduli.
Con l’aiuto della gente onesta e orgogliosa si riuscirà a creare, sulle ceneri del passato, un’Italia vogliosa di credere nella giustizia sociale e speranzosa riguardo l’avvenire. Un’Italia che incarna direttamente un complesso di ideali, di attese, di speranze, di sentimenti comuni e condivisi. Un’Italia desiderosa d’uno sviluppo che si basi sulla libertà, sulla democrazia e sulla meritocratica capacità di fare.
Non sarà la fredda retorica a saziare gli Italiani, ma il nuovo modello di società che ho avuto modo di illustrare in queste pagine rappresenta una sfida radicale alla politica tradizionale, al passato, a quello che fu e che non dovrà più essere.
Colgo nella gente che mi circonda un sentimento nuovo, che fa dell’ottimismo e della voglia di credere nel futuro una bandiera.
Porsi un obiettivo per non soccombere.
Credere in qualcosa per impegnarsi.
Entusiasmarsi del proprio presente per saturare le passioni del futuro.
Convogliare le nostre energie per ispirare un avvenire fatto di vittorie e coronamenti di fatiche.
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