lombardo determinante per il centrodestra
L'accordo tra il Popolo della Libertà e l'Mpa di Raffaele Lombardo può essere la svolta elettorale a favore di Silvio Berlusconi?

L'accordo tra il Popolo della
Libertà e l'Mpa di Raffaele Lombardo può essere la svolta
elettorale a favore di Silvio Berlusconi? "Assolutamente sì,
senz'altro", spiega ad AffariRenato Mannheimer, presidente dell'ISPO.
"Non tanto e non solo per il voto in sé, ma soprattutto per
quanto riguarda i seggi al Senato. Che sono fondamentali per la
vittoria. L'intesa tra Pdl e Mpa può fare la differenza in
alcune regioni del Sud proprio a Palazzo Madama, dove le
elezioni sono una lotteria. L'assegnazione dipende in alcuni
casi anche da pochi centesimi di percentuale, quindi può essere
assolutamente un elemento importante. In Sicilia ma non solo,
anche in altre regioni del Mezzogiorno può essere determinante e
può fare la differenza. In sostanza, l'accordo con Lombardo
rafforza Berlusconi in termini numerici". Attualmente - secondo
Mannheimer - il distacco tra le due coalizioni "rimane di
otto-dieci punti a favore di Pdl-Lega-Mpa". E gli indecisi?
"Sono ancora tanti, oscillano tra il 15 e il 30%". Per quanto
riguarda il recupero del Partito Democratico "fino a venerdì
scorso stava continuando, ora però non ho nuovi dati. Ma
l'ampiezza del distacco al momento rimane quella indicata".
CASINI E STORACE ALL'ATTACCO DEL CAVALIERE
"Per Berlusconi sono ormai il diavolo, questo mi lascia
indifferente, anzi è un titolo di merito. Per me Berlusconi non
è un diavolo, la sua demonizzazione la lascio alla sinistra. Per
me è un leader politico con cui confrontarsi, come Veltroni.
Sono entrambi avversari che spero siano leali, amche se vedo
alcune cose che non mi piacciono". Lo ha detto il leader dell'Udc
Pier Ferdinando Casini, ospite di Sky Tg24 Pomeriggio. L'ex
presidente della Camera si dice "perplesso" e "interdetto" dal
comportamento di Gianfranco Fini che prima di entrare nel Pdl
"fino a quindici giorni prima ne diceva tutt'altro".
"Tra Berlusconi e Veltroni c'è una corsa a fare promesse che non
potranno essere mantenute. Io parlo un linguaggio di serietà e
responsabilità e non propongo ricette miracolose". All'alleanza
tra Udc e Rosa Bianca stanno lavorando Rocco Buttiglione e
Lorenzo Cesa "per trovare la più ampia aggregazione attorno alla
mia candidatura". Pier Ferdinando Casini parla così del
possibile accordo al centro con Tabacci, Baccini e Pezzotta in
vista delle prossime elezioni politiche. Il leader dell'Udc si
sta occupando soprattutto del programma: "Oggi ogni convergenza
è auspicabile - ribadisce - ma io sono impegnato a definire il
programma per la campagna elettorale, che io faccio con la
fionda, mentre gli altri la fanno con i razzi". All'orizzonte
dopo il voto non c'è nessuna possibile intesa col
Centrosinistra, ma il leader dell'Udc sostiene che dopo le urne
"parleremo con tutti, con Berlusconi e con Veltroni".
"Sono stato a colloquio con Berlusconi, voleva che entrassi nel
Pdl, mi ha detto: 'Quanti deputati hai: 8? Io te ne do 12 e
anche 13'. Ma io non ho accettato". Lo ha raccontato il leader
della Destra Francesco Storace ospite di Pierluigi Diaco a
Temporale, il programma di attualità politica in onda su Canale
Italia e in contemporanea su Sky al canale 883. "Pure se me ne
dava 15 - ha proseguito - non avrei accettato: non avrei
accettato di fare una campagna elettorale in clandestinità".
SEGUE/ Effetto elezioni: sospeso fino al 21-4 il processo sui
diritti tv di Mediaset
I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano
hanno deciso di sospendere fino al 21 aprile il processo
relativo ai diritti tv di Mediaset accogliendo la richiesta
della difesa di Silvio Berlusconi che aveva fatto riferimento a
ragioni di opportunità a causa della campagna elettorale. I
giudici hanno deciso che per il periodo di sospensione sono
congelati i termini di prescrizione dei reati e che verranno
celebrate comunque udienze rogatoriali all'estero nel caso fosse
necessario. La richiesta della difesa Berlusconi era stata in
sostanza condivisa sia dal Pm, sia dagli altri avvocati, sia
dalle parti civili.
Intesa con l'Mpa in Sicilia, Berlusconi: vinceremo anche al
Senato
Il giorno dopo la sua esclusione dalla corsa per Palazzo dei
Normanni - e la cancellazione del progetto Prestigiacomo che
avrebbe condiviso -, per Gianfranco Micciché è il giorno
dell'amarezza. Non lascerà il Pdl, come si era vociferato nelle
ore immeditatamente seguenti all'ufficializzazione dell'intesa
con l'Mpa di Raffaele Lombardo e della scelta di quest'ultimo
come candidato alla poltrona di presidente della Regione Sicilia
e come chiedevano alcuni dei suoi sostenitori sul suo blog.
Resterà nel Pdl e sarà impegnato nel prossimo esecutivo qualora
la coalizione di Centrodestra abbia la meglio alle elezioni del
13 e 14 aprile.
Il coordinatore di Forza Italia nell'Isola, considerato uno dei
più fedeli colonnelli di Silvio Berlusconi nella gestione del
territorio, non può che fare buon viso a cattivo gioco,
soprattutto dopo che il Cavaliere gli ha garantito l'incarico di
ministro per il Mezzogiorno. Ma buon viso solo fino ad un certo
punto, in realtà, perché qualche sassolino dalla scarpa
l'esponente azzurro non ha rinunciato a toglierselo: "Berlusconi
è stato costretto a indicare Lombardo per una serie incredibile
di pressioni - ha detto all'Ansa, uscendo in mattinata da
Palazzo Grazioli -. Solo ieri sera (sabato, ndr) si era convinto
del progetto ed era stato freddo con Lombardo. Poi, però, hanno
fatto credere a Berlusconi che senza Lombardo ci sarebbe stata
una sconfitta sicura, cosa che invece non ci sarebbe stata".
Resta però la contraddizione Cuffaro, l'ex presidente della
giunta regionale, esponente dell'Udc, che per primo aveva
espresso il proprio sostegno a Lombardo. Nessun imbarazzo a
livello nazionale? Ha chiesto a Micciché il cronista dell'Ansa.
Ironica e amara la risposta: "Evidentemente c'è un motivo per
cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia".
Di tutt'altro tenore, però, la nota ufficiale di Micciché dopo
l'incontro con Berlusconi. "Sono molto soddisfatto dell'ultimo
incontro con il presidente Berlusconi che ancora una volta ha
dimostrato il suo interesse reale nei confronti di tutto il Sud
e della Sicilia in particolare e della necessità di rafforzare
gli strumenti di legalità. Su questa base - sottolinea ancora
Miccichè - ho garantito al presidente il mio rinnovato impegno
nei confronti del suo progetto e, in conseguenza, di quello di
Raffaele Lombardo, con cui spero di incontrami quanto prima per
discutere del programma per il futuro".
Teso a evitare ogni polemica il commento di Silvio Berlusconi:
"Tutti si sono comportati al meglio pensando prima che ai propri
interessi personali, agli interessi della Sicilia e del paese".
Grazie all'intesa con il Movimento per le Autonomie di Raffaele
Lombardo il Pdl vincerà le regionali in Sicilia e conquisterà
anche un'ampia maggioranza al Senato. Ne è convinto il Cavaliere
che non perde l'occasione per punzecchiare l'Udc, ricordando che
è il Pdl, futura costola italiana del Ppe, "la casa naturale"
degli ex alleati centristi. In collegamento telefonico con un
convegno organizzato a Torino da Vito Bonsignore, ex Dc ora
eurodeputato dell'Udc passato al Pdl, Berlusconi infierisce sul
partito di Casini: "Non hanno valutato sufficientemente che
siamo riusciti, per la prima volta in Italia, a portare tanti
laici su posizioni della Chiesa su temi cruciali come i valori
della vita e della famiglia. Il Pdl è il centro" e non c'è
nessuno "scivolamento a destra come qualcuno vuole
maliziosamente insinuare".
E almeno all'apparenza anche tra i due diretti contententi di
queste settimane sembra scoppiata la pace. E' lo stesso Lombardo
a riferirlo spiegando di avere ricevuto da Micciché una
"cordiale telefonata. E' durata 10 minuti - ha puntualizzato -
ed è stata intensa e molto molto cordiale. Miccichè - ha
aggiunto Lombardo - mi ha garantito che si è schierato
apertamente e convintamente a sostegno della mia candidatura a
presidente della regione".
da SETTIMANALE PANORAMA
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