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PRODI E LA MERITOCRAZIA DEI PERDENTI

di

 Michelangelo Carrieri

Come ogni anno in questo periodo giunge puntuale la Finanziaria, la manovra avente il fine di metter pezze colorate sul bilancio cronicamente dissestato del nostro amato Belpaese.

Il Presidente del Consiglio si è tirato su le maniche fino ai gomiti ed ha prodotto, con l'aiuto dei suoi consiglieri (e che consiglieri!), una mastodontica mole di carta. Con la sua paciosa dialettica verrà ora bruciata ed il fumo che ne nascerà verrà buttato negli occhi dell'elettorato che, chi più chi meno, paga le tasse.

NOI, GENTE ONESTA, SIAMO VOGLIOSI DI SAPERE QUALI BELLE IDEE SI E' INVENTATO IL MORBIDO PRODI PER SPILLARCI QUATTRINI DAI PORTAFOGLI (e non solo...).

Ma veniamo ai fatti ed ai numeri.

"E' una decisione fondamentale per il futuro dell'economia italiana. Avremo un Paese più giusto e solidale". Sono state queste le parole del Presidente del Consiglio Prodi. Quante volte le abbiamo sentite ripetere dal 1996 al 2001, periodo in cui Prodi e poi D’alema ed ancora Amato ci hanno riempiti di tasse? Non penso che ci sia italiano in buona fede che non ne avverta lo spessore ipocrita e non si aspetti, all’incontrario, un Paese ancora più ingiusto e sempre meno solidale. L’impressione di una grande menzogna è talmente nelle cose da sembrare quasi scolastico il metodo analitico della dimostrazione. La menzogna è anche duplice perché le promesse elettorali di Prodi sono venute clamorosamente meno.

Qualcuno ricorda la sua accusa a Tremonti d’essere un "delinquente politico"? Cosa aveva affermato Tremonti? In sostanza tre cose. La prima che la vittoria di Prodi avrebbe comportato un aumento della pressione fiscale. La seconda che le vittime di Prodi sarebbero stati i ceti medi ed i lavoratori autonomi. La Terza che attraverso l’aumento delle aliquote di prelievo sulle rendite si andava a colpire quella parte virtuosa del Paese che risparmiava. Chi era allora il "delinquente politico", Tremonti o chi voleva nascondere al Paese i suoi propositi?

Prodi aveva promesso la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale come primo atto del suo Governo, addirittura nei primi 100 giorni. A coloro che gli facevano notare l’alto costo della operazione, si ipotizzava un costo di 10 miliardi di euro (secondo molti in difetto di stima), il nostro si impegnava in televisione, nel confronto con Berlusconi, a realizzare quanto proposto. Tutto falso se è vero che si prevede solo una parte del taglio nel 2007, e solo per la grande industria: una riduzione "selettiva" è stato detto. Eppure la sua pareva una certezza inderogabile! Doveva interessare tutti: impresa e lavoratori! Va bene che gli italiani sanno quanto possa contare la parola di Prodi, ma in Ungheria, sulle menzogne elettorali del candidato eletto della sinistra, è nata una sommossa popolare. La ciliegina sulla torta è offerta dal fatto che mentre Berlusconi, sempre nel confronto televisivo con Prodi, si impegnava alla eliminazione dell’ICI sulla prima casa, la finanziaria appena varata ne prevede sostanzialmente l’aumento.

Quante volte abbiamo sentito parlare di macelleria sociale durante il governo di centrodestra? Eppure mai ha tagliato alcunché alle persone indigenti. Ha rialzato, invece, i minimi di pensione e ridotto il prelievo fiscale attraverso la correzione delle aliquote irpef. Quelle aliquote che ora passano dal 23% al 27% sui redditi fino a 28 mila Euro, con la furbizia che il 23% nella situazione attuale è fino a 26 mila euro, mentre con la proposta del governo il 27% sarebbe fino a 28 mila Euro, tale da rendere furbescamente incomparabili le tabelle delle aliquote anche se, agli occhi di chi voglia vedere, appare sostanzialmente svantaggiosa la nuova misura. Così per l’aliquota, che nella proposta del governo è del 38%, nella fascia che va da 28mila a 55mila euro, contro l’esistente di 33% fino a 33.500 Euro e 39% fino a 100mila Euro. Serve essere tanto intelligenti per scoprire l’imbroglio?

Che dire ancora del proposito di mettere le mani sul Tfr? Le misure proposte con la finanziaria, generalmente, rispondono a ragioni demagogiche, tanto da far dire che siano state accolte tutte le posizione di Rifondazione Comunista. Si vorrebbe dar a vedere che le categorie meno abbienti dovrebbero trarne grande vantaggio ma sostanzialmente non è così. Se si dovesse fare un calcolo tra entrate ed uscite, secondo i flussi medi di costi, anche le fasce sociali più povere non ne trarranno grande vantaggio e nei casi in cui si verificassero situazioni migliori, ci rimetterebbero per un impoverimento più generale del Paese. Gli aumenti che queste misure genereranno nel costo dei beni di consumo, e soprattutto affitti e servizi professionali. Eroderanno ancora di più la capacità di spesa.

Questa è una finanziaria che stronca ogni idea di sviluppo e che prefigura una crisi di dispersione delle risorse, oltre che della fiducia. Il ticket sugli interventi di pronto soccorso è poi una vera beffa al buonsenso. E’ un attentato alla salute dei cittadini. Questi in presenza di un malore, si guarderanno bene dal farsi visitare cautelativamente da una struttura di pronto soccorso, nel timore di non essere ricoverati e quindi di dover pagare il ticket. E’ assurdo!

Si sente già dire che al Senato Prodi porrà l’ennesima questione di fiducia. Stanno già circolando le sue parole di sempre: "Se il governo non ce la fa, io vado a casa. Ma sono convinto che non ci vado da solo". Che vada da solo o in compagnia è però bene che a casa ci vada. E quanto prima!

 

 

...

 

 

...e quanto prima. Ma che belle parole... Ma la realtà la sapete? Noi di centrodestra siamo stupidi: mentre nel silenzio ingoiamo tutto e magari in solitudine bofonchiamo la nostra rabbia, dall'altra parte sono tutti sorridenti e cavalcano l'invidia sociale e lo scontro di classe della sinistra più estrema. Intanto le piazze sono sotto il controllo delle bandiere tinteggiate di rosso, i sindacati si sono trasferiti alle Bahamas e chi produce (dato che lavora) non ha tempo da dedicare alle sceneggiate piene di populismo da quattro soldi.

IL LORO RAGIONAMENTO E' SEMPLICE:

"C'E' GENTE CHE HA TANTI SOLDI E CI SONO POVERACCI: QUESTA E' UNA INGIUSTIZIA!

FACCIAMO UN' OPERAZIONE CHE LIVELLI I REDDITI! SI', CANCELLIAMO LE DIFFERENZE, TUTTI UGUALI, A BRACCETTO MARCIAMO VERSO L'ASSOLUTO, IL GENERALE, L'EQUITA' E LA GIUSTIZIA..."

IO RISPONDO:

LE DIFFERENZE ECONOMICHE ESISTONO POICHE' SIAMO DIVERSI SOCIALMENTE ED UMANAMENTE, C'E' CHI OSA E CHI NON OSA, CHI DEDICA LA PROPRIA VITA AL LAVORO E CHI AL DIVERTIMENTO, CHI INVESTE E CHI NASCONDE, CHI PROPONE E CHI CRITICA. NON PUO' ARRIVARE L'ULTIMO DELLA CLASSE E TENTARE DI INSEGNARE QUALCOSA AL DOCENTE.

DICE IL QUALUNQUISTA: "ESSERE DI DESTRA o DI SINISTRA? MA SONO TUTTI UGUALI!"

DICO ANCORA UNA VOLTA "NO". SOLO CHI HA MERITO PUO' DIFENDERE I MERITEVOLI. LE RICCHEZZE SONO SPESSO IL RISULTATO DI ECONOMIE VIRTUOSE DI ANNI ED ANNI, DI RISCHI E DI RESPONSABILITA' RIVELATESI VINCENTI.

QUINDI MI CHIEDO:

E' QUESTA GIUSTIZIA SOCIALE?

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