scontro petruccioli-santoro
Bufera su Santoro: Basta insulti di Grillo in tv
domenica 04 maggio 2008
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ROMA - Giovedì, ad Annozero, Michele Santoro avrebbe fatto da megafono al peggio di Beppe Grillo rilanciando «insulti inconcepibili» a Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. La cosa - avverte Claudio Petruccioli - non sarà più tollerata. Ma Santoro si difende: le parole di Grillo non sono più quelle di un comico; sono ormai le tesi di un «soggetto politico», e vanno riferite senza censure. Petruccioli contro Santoro, dunque. Il presidente della Rai accusa il giornalista di «aver messo la Rai a disposizione di Grillo; il quale ha rivolto insulti privi di giustificazione al Quirinale e a una personalità universalmente stimata come Veronesi. Il danno, l' umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai risultano incalcolabili. A nessuno, neppure a Santoro, è consentito appaltare la tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente». Santoro replica alle accuse. A suo parere, Beppe Grillo è ormai un «soggetto politico» al pari di Berlusconi, Bossi o Mastella. Quindi gli organi di informazione hanno tutto il diritto di riferirne le idee: lo hanno fatto i telegiornali del 25 aprile (giorno della manifestazione di Grillo a Torino); quindi i quotidiani del 26, infine Annozero senza filtri preventivi. Santoro precisa, ancora: non ho mai fatto mie le accuse di Grillo, che anzi è stato criticato da Marco Travaglio (opinionista di Annozero) e Sgarbi (ospite del programma). Unico responsabile delle parole di Grillo è Grillo stesso, infine, proprio perché entità politica. Del caso, discuterà il consiglio di amministrazione Rai mercoledì. Un esame che cade in un momento particolare. Siamo alla vigilia della nascita del governo guidato da Berlusconi (storico nemico di Santoro). Questo consiglio Rai, insediato nell' era Prodi, vede ormai la sua scadenza (a fine maggio). Infine - terzo elemento - Santoro ha fatto capire alla Rai (2 mesi fa) che può lasciare l' azienda. Il discorso però si è arenato sulla trattativa economica. In questo complesso scenario il deputato Giorgio Merlo (del Partito Democratico) sta con Petruccioli: «Non commento la conduzione di Santoro, ormai nota. Certo la Rai non dovrebbe amplificare gli insulti del politico Grillo alle istituzioni». Più prudente è il senatore Vita, lui pure del Pd: «è molto grave - dice - l' attacco di Grillo al Quirinale. Tuttavia, attenzione a non brandire l' arma della censura. Strumento che, se legittimato, diventa poi incontrollabile». Giuseppe Giulietti (eletto alla Camera con Di Pietro) chiede «per quali ragioni la Rai può ospitare a reti unificate aggressioni contro i giudici o appelli per i fucili padani, e manifesta indignazione per Grillo? Dai dirigenti Rai, ci saremmo aspettati pari critiche per l' aggressione di Sgarbi alla memoria di Enzo Biagi». Ad Annozero, Sgarbi ha negato che Biagi sia mai stato cacciato dalla Rai, e ha anche dato del «pezzo di m... a Travaglio che difendeva lo storico giornalista. Travaglio ha replicato: «Sei da neurodeliri». Per Landolfi del Popolo della Libertà, Sgarbi è stato, in ogni caso, l' unico ad accorgersi del «vilipendio in atto contro Napolitano e della lapidazione di Veronesi».
da QUOTIDIANO LA REPUBBLICA
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