COSI' TREMONTI SPIAZZA LA SINISTRA
Tentiamo adesso di fare la somma tra questo andamento duale della economia, e le misure per l'economia del governo
venerdì 23 maggio 2008

Per
capire meglio che accadrà all’economia sono state giornate
perlomeno utili. Non si può certo dire splendide, giacché né la
ripresa di consistenti esportazioni d'immondezza napoletana in
Germania, né gli ultimi dati sul ciclo industriale, e nemmeno
gli scenari della finanza pubblica potrebbero chiamarsi tali.
Sono tuttavia, per il solerte lettore, un’occasione per capire
meglio, in una sola botta, quanto per solito forse si trascura.
Anzitutto i dati del ciclo dell'industria. Dal confronto tra il
marzo di questo anno, e quello del 2007 è risultato un calo del
fatturato del 4,3% e degli ordini del 3,7%. I giornali di
sinistra lo hanno definito un crollo, ma in effetti esso si
ridimensiona, solo che si rammenti che le feste pasquali hanno
diminuito da 22 a 20 i giorni lavorativi di marzo, quest'anno.
Così corretti i dati temperano l'ansia, e soprattutto confermano
che c’è un pezzo d'industria che somiglia di più a quella
tedesca, e le è complementare: Lombardia e Veneto vanno, fino
alle Marche si regge.
Gli ordinativi di apparecchi elettrici hanno avuto un boom del
12,7%, il fatturato dei macchinari resta buono. Male invece
vanno le cose per Torino e le automobili; peggio per il Sud. Può
ben dirsi che una parte di industria al Nord Est si sia
germanizzata, ed esporti bene. Ma proprio lo stesso giorno va
sottolineato il paradosso: a Napoli è sollievo solo la ripresa
delle esportazioni di immondizia. L'altra importante notizia è
lo scenario che per iscritto Giulio Tremonti ha prospettato per
i conti pubblici. V’è in questo ministro una spigliatezza
pratica, capace di sorprendere, ogni volta spiazzare il fronte
avverso. Quella sinistra depressa, già in litigio, ha però i
suoi elettori, i quali si trovano di nuovo assecondati da quanto
il responsabile dell'economia ha detto. Egli ha ribadito una
promessa di non poco conto, quella di pareggiare a metà
legislatura il bilancio dello Stato, e di attenuare il più
possibile i danni dei mutui, e del caro vita per le famiglie.
Prosegue la strategia di conquista a sinistra, ossia di un
governo di centro-destra che vuole e deve ormai agire pure da
sinistra. Quindi si sente nel dovere di proteggere lei la parte
più a disagio delle famiglie. E inoltre trova i soldi, per Ici e
detassazione degli straordinari, tagliando le troppe spese che
il governuccio precedente aveva sperperato nel vano intento di
non cadere.
Né alla perizia retorica di Tremonti sono mancati il non detto,
e le sorprese da svelare. Non si è quantificato il ritmo del
calo delle tasse; si è lasciato alla prossima volta di
specificare maniere e entità dell'intervento sulla «mano morta»
pubblica.
Ma tentiamo adesso di fare la somma tra questo andamento duale
della economia, e le misure per l'economia del governo. Si
prende atto di come la globalizzazione lasci ben limitati
margini d'azione ai governi per modellare la società. Eppure si
contempera questa palese evidenza cercando di contenere le
distorsioni più gravi: ad esempio redistribuendo da petrolieri e
banchieri alle fasce di reddito in sofferenza. Ma la ricetta per
il Sud resta complicata. E per logica rende inevitabile che
questo governo s'affidi anzitutto nel Meridione alla riforma
dello Stato. Novità delicata. Era impossibile non prendere atto
del fallimento di tutte le prebende usate per lo sviluppo del
Sud. Ma appare inevitabile: il governo così agendo si giocherà
nel Meridione moltissimo, quasi tutto, con la lotta alla
criminalità, e per come saprà riorganizzare i flussi di spesa.
da QUOTIDIANO IL GIORNALE
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