ULTIMI SONDAGGI MOSTRABILI PRIMA DELLO STOP:
LA SFIDA PDL-PD
«Il
sondaggio In bilico Sardegna, Liguria, Abruzzo, Calabria e
LazioSfida Pdl-Pd, in cinque regioni la distanza è del 2%
A livello nazionale il divario è intorno al 6 per cento.
Seggi al Senato, decisivo il risultato di Udc e Sinistra
domenica 30 marzo 2008

Il quadro emerso da diverso tempo
appare confermato: la coalizione di centrodestra rimane in
vantaggio, con una differenza di circa 6 punti rispetto a quella
avversaria. Ma quest'ultima sembra, di recente, secondo alcuni
istituti, avere accorciato significativamente le distanze.
Occorre tuttavia sottolineare che questi dati si riferiscono
alla competizione per la Camera, ove il computo del premio di
maggioranza (oltre che della soglia di accesso del 4%) si
effettua considerando l'elettorato nel suo insieme, come fanno,
appunto i sondaggi. Diverso è il discorso per il Senato, ove il
calcolo avviene a livello delle singole regioni. Anche qui si
rileva oggi la prevalenza netta della coalizione di
centrodestra, con circa 9 seggi oltre la maggioranza assoluta.
Ma il dato può modificarsi anche sostanzialmente. Per almeno due
ordini di fattori: a) la distanza ravvicinata tra le coalizioni
in alcune regioni. In certi contesti, il risultato appare
ragionevolmente scontato. Lombardia, Veneto e Sicilia andranno
al Pdl (con Lega e MPA). In Emilia, Toscana e Umbria vincerà il
Pd (con l'Idv). In altre regioni, l'esito parrebbe però in
qualche misura più contrastato e in alcune (Liguria, Sardegna,
Abruzzo, Calabria e Lazio) davvero molto incerto, dato che la
distanza tra le due coalizioni risulta assai esigua e oscillante
tra l'1-2%. b) La «lotteria» dell'8%. Il secondo fattore
comporta a un risultato imprevedibile in tutte (o quasi) le
regioni. Si tratta di quella che D'Alimonte ha denominato in
modo assai efficace la «lotteria» dell'8%. Nella gran parte
delle regioni, infatti, le due principali forze concorrenti ai
partiti maggiori, vale a dire l'Udc e la Sinistra l'Arcobaleno,
risultano oggi toccare da vicino — ma non sempre superare — la
soglia per accedere alla distribuzione dei posti in Senato.
Il raggiungimento dell'8% in una o più regioni comporterebbe un
maggior numero di partecipanti alla ripartizione dei seggi e
quindi una parziale sottrazione di questi ultimi al Pd o al Pdl.
Se, ad esempio, in una data regione debbono essere assegnati in
tutto 10 seggi e 6 vanno alla coalizione vincente (Pd o Pdl), i
restanti 4 andranno tutti al soccombente (Pd o Pdl) se nessun
altro raggiunge l'8%. Andranno invece ripartiti anche con Udc
e/o Sin. Arcobaleno se questi riescono a superare la soglia di
ammissione. Tutto ciò può modificare, anche in modo sostanziale,
gli equilibri e le maggioranze. Nessuno quindi può dire se il
responso delle urne confermerà il quadro oggi rilevato: la volta
scorsa, nel 2006, le ultime due settimane videro, grazie alla
capacità comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una
forte «rimonta» da parte del centrodestra.
Potrà Veltroni «rimontare» in modo analogo? Secondo alcuni, lo
sta già facendo. L'ex sindaco di Roma ha dalla sua parte una
forte popolarità personale: un recente sondaggio ha visto
proprio Veltroni primo nella classifica nella fiducia espressa
dagli elettori. Forse anche per questo, il quesito che richiede
le previsioni degli stessi elettori sull'esito del voto, mostra,
nelle ultime settimane, un accrescersi della quantità di
indecisi sul risultato elettorale. Ma non è detto che il leader
del Pd sappia o possa sfruttare appieno queste sue potenzialità.
Tutto dipenderà da quella minoranza (10%) che deciderà all'
ultimo minuto. E' verso costoro - che sceglieranno sulla base
dei confronti televisivi e, spesso, dei consigli degli amici -
che è diretta in realtà la campagna elettorale dei prossimi
giorni.
da QUOTIDIANO CORRIERE DELLA SERA
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