L'UNITA' DEI COMUNISTI
di
Terni, lì 12/05/2008 23.32
Alcune riflessioni in merito al manifesto-appello "per l'unità dei comunisti" comparso sul sito comunistiuniti.it .
Da ricercatore indipendente della Gemeinwesen, e quindi da comunista, dal momento che comunismo/ comunalismo/ comontismo sono alcune delle parole attraverso cui, nelle parlate locali di queste periferiche terre, è possibile esprimere il concetto di Gemeinwesen di cui parla Carlo Enrico, ossia un ritorno ed una riscoperta della comunità umana perduta, potrei anche aderire all'appello.
Vorrei però prima avere dei chiarimenti.
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E' vero che PRC e PdCI siano – numericamente – le forze maggiori all'interno del variegato mondo di quelle che si richiamano al socialismo, sebbene avendo ottenuto mediamente lo 0,75 % dei voti, penso che abbiano negativamente accorciato le distanze di cui si avvantaggiavano rispetto a tante forze extraparlamentari. Inoltre io potrei condividere una mia adesione ad un soggetto che veda al suo interno anche PRC e PdCI solo a seguito di un processo di chiarificazione, a cominciare da una condizione: l'espulsione dai rispettivi partiti di tutti i dirigenti, nonché deputati e senatori, che hanno sostenuto il governo Prodi, che hanno votato finanziarie di lacrime e sangue, la guerra a scapito degli inermi, il pacchetto sicurezza, il pacchetto sul welfare. PRC e PdCI espellano i vari Giordano, Ferrero, Diliberto, Russo Spena, Peggiore e tutti gli altri social-sciovinisti.
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Sul femminismo. Alle femministe mi verrebbe da rispondere come diceva Carlo Enrico agli ebrei: "come possiamo liberarvi, se anche noi siamo in catene?". In sostanza, essendo il Comunismo/Comunalismo/Comontismo non un sistema di produzione economica, ma quel movimento agente già nel presente che elimina ogni distinzione di classe, ceto, divisione del lavoro funzionale al Capitale, bisogna porsi in una prospettiva non filo-femminista, ma anti-genere, radicalmente criticando e negando le distinzioni/differenziazioni di genere e quanto a seguito ne consegue a livello sociale.
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Militarismo e basi militari: perché sono specificate "basi militari straniere"? Poco cambia a mio avviso che vi siano installazioni militari dello Stato italiano o di qualche altro paese con cui lo Stato italiano abbia preso accordi internazionali. Il Comunismo/Comunalismo/Comontismo è tensione creatrice verso la distruzione dello Stato e delle sue istituzioni, a cominciare dall'esercito. Serve perciò una lotta contro ogni base e contro ogni esercito, di qualsiasi nazionalità, per un antimilitarismo militante.
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Guerra: Perché "contro la guerra"? Io non sono contro la guerra. Sono contro la guerra imperialista degli Stati contro popolazioni civili ed incivili (le ultime hanno il pregio di essere fuori della Civiltà, che è Capitalismo), ma a favore di "una più giusta guerra: la guerra proletaria, guerra senza frontiere", come recita una vecchia cara canzone.
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"Migranti" e immigrazione. In che lingua è scritto? Catalano? Che significa? Io nella lingua che parlo li chiamo "immigrati", non per questo venendo loro meno di rispetto. Poi che siano immigrati definitivamente, o che siano migranti come gli uccelli poiché si spostano di continuo con l'obiettivo di ritornare, questo non lo so, non sono del resto affari miei e non pretendo di conoscere quello che vuole fare ogni singola persona. Detto questo, va più attentamente e oggettivamente, senza isterismo alcuno, analizzata cosa sia l'immigrazione e cosa comporti. In molte situazioni potremmo affermare che dove la forza contrattuale dei salariati si è consolidata attraverso le lotte sindacali di decenni, un esercito di crumiri spinge al ribasso il costo del lavoro, aumentando la fetta di plusvalore degli industriali e contribuendo così ad impedire il crollo della produzione e del Capitale.
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Ragioni della disfatta. Sinceramente penso che i motivi per i quali la Sinistra Arcobaleno non è andata oltre il 3,1% siano chiari e facilmente individuabili, venendo a corrispondere con i due anni di malgoverno del governo Prodi. Non occorre perciò a mio avviso sviscerare chissà quale mastodontica riflessione sull'accaduto, in modo da risparmiare energie per l'analisi di problematiche ed accadimenti molto meno scontati.
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Falce e martello. Ho visto che sul sito di "Comunisti Uniti" compare in un angolo la falce e martello, immancabilmente di colore giallo su sfondo rosso. Ora ritengo che anche questi aspetti esteriori e formali vadano cancellati in quanto sono un limite alla più ampia aggregazione di quanti si fanno sostenitori del Comunismo/Comunalismo/Comontismo, dal momento che la falce e martello è un simbolo tipicamente leninista, escludente perciò quanti all'interno del Comunismo non si rifanno a Vladimiro ed al leninismo, con il portato che esso rappresenta (consiliaristi, luxemburghisti, comunisti libertari, ultrasinistri, eccetera).
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20 ottobre. In questa data in effetti i simboli esteriori riconducibili al comunismo sono stati l'unica cosa che si è vista. Per quanto riguarda piattaforma e programmi, il nulla. Una manifestazione contro il precariato ma non contro il governo, che senso ha? Non torno sull'argomento, già ampiamente trattato e criticato da quanti si muove a sinistra della sinistra radicale, dico solo che in questo caso ha ben espresso la consistenza di questo tipo di manifestazioni lo stesso Prodi quando ha parlato di "folklore".
Il resto, posso dire di condividere tutto.
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