Uno sguardo a Sinistra
di
A.U. FIRENZE
Firenze, lì 05/04/2008 14.11
Nella sua opera maggiore Il Capitale Karl Marx affermava: “la violenza è la levatrice di ogni vecchia Società, gravida di una società nuova”. La levatrice presa in considerazione è la tanto sbandierata rivoluzione che doveva portare il paradiso in terra, fatto di gioia, pace e uguaglianza. Al contrario ha portato soltanto morte, dolore, apatia e durante i primi anni del bolscevismo in Russia la disumana antropofagia, che ha creato la leggenda dei comunisti “mangia bambini”. In realtà in Italia hanno sem’pre mangiato al tavolo del potere, dapprima spartendosi con la DC le amministrazioni locali, poi con le varie lottizzazioni delle televisioni. Oggi dopo decenni di doppiezza hanno completamente abbandonato le velleità rivoluzionarie e hanno addirittura sposato un pacifismo assoluto di chiaro sapore strumentale. Scordando che il terrorismo è sempre alle porte e che nel passato persino stati che si dichiaravano neutrali sono stati invasi. Ne è un caso il Belgio durante la Prima Guerra Mondiale, invaso dai tedeschi, fatto che provocò il passaggio da parte di molti anarchici e socialisti sul fronte interventista. Ci accorgiamo che se da un lato la sinistra marxista, neo marxista e post marxista ha abbandonato la violenza, dall’altro non ha sicuramente abbandonato la demagogia. Questa sinistra scaricata da Veltroni è l’ultima “cosa” in ordine cronologico, composta da Rifondazione, PdCI e Sinistra Democratica, tutte schegge prodotte attraverso le ripetute scissioni della diaspora del PCI. Insieme ai Verdi hanno dato vita al cartello Sinistra Arcobaleno, che si presenterà alle prossime elezioni politiche con candidato premier l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti. L’intento è quello, sulla scia del PD di dare vita a un grande partito con un nuovo simbolo condiviso. Per il momento e per logiche elettorali sono stati mantenuti i vecchi simboli, sormontati da un grande mare colorato. Così, seppure in piccolo, è rimasto il vecchio logo con la falce e martello, motivo di discordia tra chi lo ritiene intoccabile e chi no. Pare che a mettere tutti d’accordo per il futuro sia stata la proposta di Pecoraro Scanio di sostituire il vecchio simbolo con uno nuovo che rispecchi l’anima ambientalista di tutti: “Felce e Rastrello”. Magari per poi andare a rastrellare la monnezza a Napoli e in tutta Italia.
di Domenico Rosa
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